Rapporto Svimez: al Sud più decessi che nascite nel 2013


Nel 2013 sono nati appena 177mila bambini, il tasso più basso dal 1861. Il Rapporto Svimez 2014 mostra un divario tra Nord e Sud anche per disoccupazione e Pil


Poche nascite al Sud. E troppa disoccupazione. A lanciare l’allarme sulla situazione dell’Italia meridionale è l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, Svimez, attraverso il suo Rapporto 2014.

neonatoLe nascite – Le stime che si riferiscono al 2013 sono tutt’altro che positive: l’anno scorso, al Sud, le morti hanno superato le nascite. Addirittura, il numero di nati, appena 177mila, ha toccato il suo minimo storico dal 1861. Il Meridione ha così confermato una tendenza preoccupante, riscontrata già nel 2012 quando si era registrato un calo nelle nascite di oltre 20mila unità. Mentre non sembra in pericolo il Centro-Nord.

Un dato, quello sulla natalità al Sud, che ha influito anche sulle nascite a livello nazionale: sono, infatti, 514mila i nati nel 2013, contro il milione e 16mila del 1964.

E lo Svimez annuncia un futuro non proprio roseo: “Il Sud sarà interessato nei prossimi anni da uno stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili, destinato com’è a perdere 4,2 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni”.

L’occupazione – Se nelle Regioni meridionali la popolazione sta invecchiando progressivamente, non vanno sottovalutati i dati sull’occupazione: “Le famiglie del Sud tendono a non fare figli e a impoverirsi (+40% di famiglie povere nel 2013), perché manca il lavoro” sostiene lo Svimez.

Fra il secondo trimestre del 2013 e lo stesso periodo del 2014, l’80% delle perdite di lavoro si è concentrato nel Mezzogiorno. E nel secondo trimestre del 2014 c’è stata un’ulteriore perdita di 170mila posti.

Dove c’è più disoccupazione? In Calabria è impiegato solo il 39% della popolazione in età da lavoro. Ma non va meglio nemmeno in Campania, dove si sono persi quasi 49mila occupati, in Sicilia e in Puglia. Complessivamente gli occupati al Sud sono solo 5,8 milioni e anche in questo caso si tratta del valore più basso dal 1977.

lavoroForse è per questo che migliaia di giovani e meno giovani (116mila) l’anno scorso sono emigrati nel Nord Italia in cerca di lavoro.

Aggiungendo a questi numeri quelli sul calo del Pil al Sud nel 2013 (-3,5%) e sul crollo delle esportazioni, sembra allargarsi sempre di più il divario tra Settentrione e Meridione.

“Ben oltre la crisi – spiega lo Svimez – si sta disegnando una geografia del lavoro nel nostro Paese che rischia di escludere strutturalmente il Mezzogiorno, e con il Mezzogiorno soprattutto i giovani e le donne”. “Questo ulteriore allargamento dei divari rischia di configurare mutamenti sociali di carattere strutturale”.