Attentato a Gerusalemme, muore bimba di 3 mesi


Un’auto guidata da un palestinese vicino ad Hamas ha investito 9 persone alla fermata del tram. Intanto un bimbo palestinese tocca un ordigno e muore, altri scontri in Palestina


Una bambina israeliana di 3 mesi rimasta uccisa e 7 feriti. È questo il bilancio di un attentato effettuato ieri a Gerusalemme da un 21enne palestinese vicino ad Hamas, poi bollato come “terroristico” da Benjamin Netanyahu. Chaya Zissel Barun, la bambina rimasta uccisa, era cittadina americana. Lo hanno riferito al Jerusalem Post fonti Usa.

Un’auto impazzita si schianta contro la folla – Sono le 18 quando un’auto apparentemente fuori controllo supera il semaforo di Ammunition Hill – lungo il percorso della linea verde che separava la città fino al giugno 1967.  L’auto attraversa la carreggiata e si schianta contro la pensilina della fermata del tram leggero, dove un gruppo di passeggeri era appena sceso dal mezzo. Tra le nove persone coinvolte c’è una mamma con un passeggino nero che vede la sua bambina scagliata a una ventina di metri in seguito all’urto. La piccola muore dopo due ore all'”Hadassah Hospital” di Gerusalemme.

Alla guida un giovane vicino ad Hamas – L’attentatore, sceso dall’auto per fuggire a piedi, è stato raggiunto da alcuni colpi sparati da una guardia giurata presente sul posto. L’uomo, stando a quanto riportato dal quotidiano Haaretz, è deceduto oggi in ospedale in seguito alle ferite riportate. Il suo nome era Abdel al Rahman al Shaloudy, un palestinese di 21 anni  con precedenti “legati alla sicurezza” e vicino ad Hamas, riferiscono gli investigatori.

La reazione di Netanyahu  Appena dopo la diffusione della notizia, arriva la reazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu che punta l’indice verso il presidente palestinese Abu Mazen: “Queste sono le conseguenze del discorso che ha pronunciato solo pochi giorni fa, incitando all’ odio contro gli ebrei di Gerusalemme” avendo adoperato l’espressione “mandrie di bestiame” contro gli ebrei che salgono sulla Spiana delle Moschee “commettendo un sacrilegio”. Ma non è tutto perché l’ identità del killer spinge Netanyahu ad andare oltre: “Appartiene ad Hamas e questi attentati dimostrano come operano i partner di Abu Mazen” protagonisti dell’ accordo di unità nazionale fra Hamas ed Al Fatah.

Gli Stati Uniti “condannano con forza” l’attacco compiuto ieri a Gerusalemme – Lo ha detto la portavoce del dipartimento di Stato, Jennifer Psaki. “Esprimiamo le nostre profonde condoglianze alla famiglia della bambina, una cittadina americana secondo quanto riferito, uccisa nell’attentato e preghiamo per il pieno recupero dei feriti”, ha aggiunto. “Esortiamo inoltre tutte le parti a mantenere la calma ed evitare una escalation della tensione a causa di questo attentato”, ha concluso.

Nuovi scontri sono scoppiati oggi tra giovani palestinesi e poliziotti israeliani – Nuove tensioni sono esplose stamattina a Gerusalemme dove, secondo i media israeliani, “palestinesi mascherati” hanno lanciato pietre verso un asilo ebraico non distante dalla parte est della città. La scorsa notte intanto si sono svolti i funerali della piccola di tre mesi, Chaya Zissel Barun, uccisa nell’attentato di ieri quando un uomo indicato dagli investigatori israeliani come vicino a Hamas ha investito un gruppo di persone alla fermata di un tram. Alle esequie – con centinaia di persone – hanno preso parte il presidente di Israele Reuven Rivlin e il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat. “Assistiamo – ha accusato Rivlin – a un crescente incitamento (alla violenza) nelle strade arabe e a Gerusalemme. Incitamento che sfortunatamente riceve appoggio dai leader arabi”.

Altre tensioni sono esplose questa mattina dopo la preghiera musulmana sulla spianata delle moschee a Gerusalemme. 
I giovani erano contrari alla prevista visita di fedeli ebrei ortodossi sulla spianata delle moschee, considerata un luogo sacro da ebrei e musulmani. La visita, che coincideva con la festività ebraica di Sukkot, era stata autorizzata il giorno precedente. Dopo la preghiera musulmana del mattino, i giovani hanno lanciato pietre e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine, oltre a erigere barricate di fortuna. Si sono poi rifugiati nella moschea al Aqsa (dove la polizia non ha diritto a entrare) quando gli agenti hanno iniziato a disperderli. Alla fine la visita degli ebrei ortodossi ha  avuto luogo senza incidenti

Muore bimbo palestinese, aveva toccato un ordigno – Un bambino palestinese di 4 anni, Sami Abu Jrad, è morto ieri a Beit Hanun (Gaza) dopo aver toccato un ordigno israeliano rimasto sul terreno in seguito al conflitto dell’estate scorsa. La notizia è stata data da Ashraf al-Qidra, un portavoce del ministero della sanità, secondo cui il bambino è morto dopo il ricovero in ospedale. Dalla fine del conflitto, precisa la agenzia di stampa Maan, altri nove palestinesi sono rimasti uccisi in circostanze analoghe. Come loro anche il videoreporter italiano Simone Camilli ha trovato la morte in una deflagrazione accidentale nel nord della Striscia mentre artificieri palestinesi cercavano di disinnescare una granata.