“Uccideresti papà o mamma?”, sospese maestre del tema choc


Si facevano massaggiare dagli alunni e parlavano del “bunga bunga” dei loro papà: i comportamenti delle maestre sono stati definiti dalla procura “inopportuni” ma non penalmente rilevanti


scuola ivrea“Chi uccidereste prima tra papà e mamma?”: é la traccia del tema choc che le maestre di una scuola elementare di Scarmagno, nel torinese, hanno sottoposto agli alunni di terza elementare. Sospese per precauzione dall’ufficio scolastico regionale, le maestre sono state archiviate dalla Procura di Ivrea. Dopo mesi di indagini la Procura ha ritenuto che non ci fossero abbastanza elementi per procedere all’imputazione, riscontrando comportamenti “inopportuni” ma non penalmente rilevanti.

“Sconcertanti” gli episodi filmati per 90 giorni da telecamere che, con l’autorizzazione dei magistrati, hanno ripreso tutto il giorno la classe dei 20 bambini con le loro insegnanti. Le due maestre, una di 60 anni e l’altra di 58, si sarebbero fatte massaggiare a turno il collo e le spalle dai bambini, che forse vivevano la pratica più come un ingenuo gioco.

Dai filmati si vedono anche lanci di temperini, scotch e altro materiale didattico in direzione degli alunni. E poi, ciò che più ha preoccupato i genitori oltre alla traccia del tema, i riferimenti a sfondo sessuale: parlavano di “ciupa ciupa” e “bunga bunga” per riferirsi a ciò che fanno “i papà quando vanno con le donne in strada mentre le mamme sono a casa”.

I discorsi sulla morte in riferimento a mamma e papà però, sembrerebbe il tema prediletto dalle maestre: “Prima o poi papà e mamma moriranno, fatevene una ragione, soffrirete ma poi passerà”. A testimonianza di queste “anomalie”, si aggiungono i racconti dei bambini che dalla primavera fecero insospettire i genitori.

La decisione dell’archiviazione ha fatto sobbalzare le famiglie dei sette bambini che avevano denunciato gli episodi. In loro aiuto, sono intervenuti gli avvocati Marco Morelli e Celeste Spaziante che hanno presentato istanza di opposizione. “I carabinieri hanno fatto un lavoro eccellente-sottolinea l’avvocato Spaziante- In quelle immagini viene documentato quello che secondo noi si configura come reato di maltrattamento in famiglia, che non è solo fisico. Per questo ci siamo opposti all’archiviazione”. Per ora, é tutto ciò in cui i genitori ripongono le loro speranze, in attesa che il gip fissi l’udienza per decidere se accogliere o respingere quanto chiesto dalla Procura.