Genova, corteo contro politici: insulti e lancio di uova


L’iniziativa “Ora basta” per chiedere le dimissioni del sindaco e del governatore. Una delegazione a colloquio col primo cittadino


143524022-90e44b9d-740a-46f1-b8e8-d915e8f2f0ceTensioni a Genova, dove i manifestanti dell’iniziativa “Ora basta” chiedono le dimissioni del sindaco Marco Doria, del presidente della Regione Claudio Burlando e dell’Arpal, in seguito all’alluvione del 9 ottobre. I cittadini, con bandiere del Tricolore e di Genova, durante il corteo hanno distribuito volantini con le loro richieste, tra le quali lo sblocco dei fondi per la messa in sicurezza del territorio e quelli per il risarcimento ai commercianti e ai cittadini, colpiti dalla seconda alluvione in tre anni, che ha causato un morto e 350 milioni tra danni privati e pubblici.

Il corteo, partito dal palazzo della Regione, si è spostato al grido di “vergogna, assassini, sapete solo rubare” fino a raggiungere palazzo Tursi, sede del Comune. Qui circa 600 persone sono state bloccate dalle transenne e dagli agenti in tenuta antisommossa. Alcuni hanno lanciato uova, monetine e bottigliette di plastica. Un manifestante si è arrampicato sulla parete del palazzo, sventolando una bandiera della città. Mario Baroni, consigliere del Gruppo Misto, è stato spintonato e insultato mentre si dirigeva alla seduta del Consiglio comunale, che avrebbe avuto luogo qualche momento dopo. Intanto una delegazione dei manifestanti è salita a colloquio con il sindaco.

Nel corteo, dietro allo striscione di apertura, anche Francesco Baccini e Cristiano De Andrè, cantautori genovesi. “La gente vuole sapere dove sono finiti i soldi per la messa in sicurezza del territorio” ha dichiarato Baccini. “Qui non c’è mai nessuno che dica ‘è colpa mia”. Anche i due cantautori sono saliti a colloquio con il sindaco. “È inaccettabile che ogni volta che piove si rischi il disastro e sempre nello stesso quartiere. Il problema è il torrente Bisagno e bisogna fare i lavori. Se i nostri politici avessero un minimo di decenza le dimissioni le avrebbero date da soli e invece finché non c’è una strage restano lì”.

“La musica deve cambiare” ha aggiunto De Andrè. “A chi ha spalato il fango va il nostro applauso. Noi stiamo dalla parte dei commercianti e dei cittadini che hanno subito questo ennesimo scempio che poteva essere evitato”. Il sindaco Doria, all’apertura dei lavori del Consiglio comunale, ha annunciato l’azzeramento dei tributi comunali per i cittadini danneggiati dall’alluvione. “Non possiamo cancellare le imposte nazionali, ma possiamo creare un fondo per coprire le tasse fino al loro azzeramento. Lo stanziamento iniziale del fondo sarà di 2 milioni di euro” ha aggiunto il primo cittadino.

#Orabasta è un’iniziativa nata sui social network. La manifestazione doveva essere messa in atto la settimana scorsa, ma è stata rinviata dopo che Forza Nuova e altre organizzazioni di destra avevano espresso il loro appoggio.