Corteo Fiom a Torino, scontri e lacrimogeni in piazza


Tafferugli fra studenti, centri sociali e forze dell’ordine a due passi dal summit dei ministri del lavoro europei. Cinque dimostranti fermati. Polemica sulla gestione dell’ordine pubblico


Tensione a Torino per il corteo Fiom.
Tensione a Torino per il corteo Fiom.

Cariche della polizia, tafferugli e lacrimogeni. È degenerata nella violenza la manifestazione della Fiom a Torino per protestare contro la riforma del lavoro portata avanti dal governo Renzi. La situazione è precipitata quando, a metà corteo, si sono infiltrati gruppi di antagonisti.

Il loro tentativo di puntare verso il teatro Regio, sede odierna di un summit fra i ministri del lavoro europei, ha scatenato la reazione della polizia. All’altezza di piazza Castello gli scontri fra forze dell’ordine e il blocco formato da studenti e attivisti di centri sociali si sono intensificati.

Al momento il bilancio è di cinque dimostranti fermati. Ed è polemica sulla gestione dell’ordine pubblico. Il segretario generale della Fiom torinese, Federico Bellono, ha denunciato “un eccesso di reazione da parte delle forze dell’ordine”, mostrando dubbi sull’opportunità dei lacrimogeni lanciati in direzione del palco.”Erano al massimo un centinaio di persone a fronte di migliaia di lavoratori presenti”, ha insistito Bellono, invocando un tempestivo incontro col questore.

“Non permetteremo a nessuno di rovinare questa giornata in modo sciocco”, ha dichiarato invece  Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, che all’inizio dei disordini, stava parlando proprio dal palco di piazza Castello. Un intervento duro contro i ministri del lavoro europei, chiamati a “cambiare subito le politiche, rompendo i vincoli e rimettendo al centro l’occupazione”.