Alluvione, interviene Napolitano: “Inerzie locali e incuria”


Domani lo sblocca-lavori a Genova. E anche Parma è sott’acqua


genova_alluvione_repertorio.genova_alluvione_repertorioAl via domani lo sblocca-lavori per Genova. Il presidente della regione, Claudio Burlando, ha infatti annunciato che firmerà il decreto per il rifacimento della copertura del Bisagno. Sarà la ditta che si è già aggiudicata i lavori a procedere: cento giorni per realizzare il progetto esecutivo, due anni e mezzo per portare a compimento l’opera tanto attesa.

Lo stato d’allerta, intanto, è cessato, ma il lavoro dei vigili del fuoco e dei volontari è tutt’altro che concluso. Ancora chiuse le scuole, compromessa la circolazione stradale. E per giovedì, giorno dei funerali di Antonio Campanella, l’ex operatore sanitario ucciso dalla piena del Bisagno, è stato decretato il lutto cittadino.

La speranza è di tornare presto alla normalità. E che le previsioni del tempo, che ancora segnalano possibili “locali fenomeni temporaleschi, anche forti”, diano finalmente tregua.

Sull’accaduto è intervenuto oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ha sottolineato il problema tutto italiano delle “inerzie locali”, dell’”incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale”, delle “lungaggini burocratiche”. Ha chiesto che si accertino le responsabilità per quanto accaduto a Genova, ma ha anche invitato a non accusare in modo generico il meccanismo della giustizia.

Genova resta, così, al centro delle discussioni. Anche Parma, però, si è svegliata sotto fango e acqua, vittima della più grande piena di sempre (3 metri e 97 centimetri registrati al Ponte Verdi). In sette ore è caduta tanta acqua quanta ne cade normalmente in tre mesi piovosi. Un giovane, ieri, risultava disperso. È stato ritrovato in riva al Baganza.

Una paralisi della città che non ha risparmiato telefoni, mail e internet: dalle 17 di lunedì a questa mattina le comunicazioni risultavano impossibili, a Parma come nel Piacentino e a Reggio Emilia. In tilt anche il settore agricolo: le stalle sono allagate, la raccolta di mais è sospesa, le semine autunnali sono a rischio, un intero prosciuttificio è finito sott’acqua, come riferisce Coldiretti Emilia-Romagna. E monta la rabbia: i cittadini chiamano in causa le casse di espansione di Marano, difese   invece dal sindaco Federico Pizzarotti e dai tecnici (avrebbero fermato 11 milioni di metri cubi d’acqua su 12).

Il maltempo, intanto, si fa strada nel basso Piemonte. Colpito l’alessandrino, dove 41 persone sono state sfollate e sta salendo in queste ore la conta di frane e allagamenti. A Gavi, piccolo centro della provincia, i residenti si sono rifugiati nella palestra della scuola elementare. La presidente della provincia, Maria Rita Rossa, chiede che Alessandria sia trattata come Genova. Il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha annunciato che “ci saranno 5 milioni della regione per le maggiori emergenze”. Anche il Friuli Venezia Giulia affronta, in queste ore, i danni del forte vento e delle piogge che ieri sera si sono abbattuti in particolare nello spilimberghese, in provincia di Pordenone. Disagi, poi, nel Ternano, dove una violenta grandinata ha investito la zona di Valserra.

La parola d’ordine, ora, diventa ripartire. Lo si fa spalando il fango, certo. Ma anche intervenendo per la ricostruzione e sostenendo la popolazione, che ha perso case, automobili e attività commerciali. Per questo, un gruppo di parlamentari liguri ha chiesto ufficialmente al Governo di sospendere l’obbligo di versamento delle imposte per i cittadini del territorio genovese.