Da Guercino a Caravaggio, la mostra con i Google Glass


Fino all’8 febbraio, l’esposizione a Palazzo Barberini arricchita da una nuova tecnologia. Un’occasione per osservare il Barocco con occhi (e occhiali) diversi


I Google Glass incontrano l’arte a Roma con la mostra “Da Guercino a Caravaggio”. Fino all’8 febbraio, a Palazzo Barberini, è possibile ammirare alcuni dei capolavori del Barocco italiano attraverso gli occhiali di realtà aumentata prodotti dal colosso dell’informatica statunitense. L’esposizione ha l’obiettivo di celebrare la collezione di quadri raccolta in cent’anni di vita da Sir Denis Mahon, storico dell’arte, che ha contribuito profondamente allo studio del primo Seicento italiano.

“Dal 1930, il rispetto che prima la gente aveva per i pittori del XVII secolo decadde completamente: per questo nell’arco di 80 anni mi fu possibile creare la mia grande collezione di 75 quadri”, racconta il collezionista inglese in una delle sue ultime interviste. “Quando la gente capì che i pittori del barocco erano piuttosto bravi, i prezzi si alzarono e fui costretto a uscire dal mercato”.

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Partendo dalle opere di Guercino e arrivando a Poussin e Caravaggio, la mostra offre ai visitatori circa 40 capolavori assoluti, tre dei quali arricchiti dall’esperienza dei Google Glass, che permettono di visualizzare la radiografia del quadro e di ascoltare la spiegazione di esperti dell’arte barocca. Inoltre, l’esposizione valorizza un gruppo di opere provenienti dall’aree del terremoto dell’Emilia del 2012, territorio amato e conosciuto da Sir Denis Mahon durante i suoi viaggi in Italia.

“I Google Glass sono un mezzo, uno strumento” spiega Walter Cavalcante di MobileSoft, azienda italiana che fornisce gli occhiali alla mostra. “Dobbiamo essere bravi a inserire dei contenuti interessanti che possano aumentare la visibilità dell’opera d’arte”. Un’occasione per osservare il nostro Seicento con occhi (e occhiali) diversi.