Scuola, dalla Luiss la “scossa” della Confindustria: 100 proposte a Renzi


Le richieste degli industriali: “Merito, valutazione, alternanza e innovazione”. Il ministro Giannini apre: “Siamo in sintonia”


07102014-Schermata 2014-10-07 alle 16.43.24Da #labuonascuola del governo Renzi alla #scossaeducativa della Confindustria. Cento punti, cento proposte elaborate dalle imprese italiane che mirano ad alimentare il dibattito sulla riforma della scuola del ministro Giannini. E a far emergere temi chiave come merito, valutazione, alternanza scuola-lavoro e innovazione. È quanto presentato stamattina da Confindustria nella Giornata dell’Education organizzata all’università Luiss, alla presenza, tra gli altri, del presidente Giorgio Squinzi, del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e del rettore della Luiss Massimo Egidi.

“La Buona Scuola sarà il teatro più stimolante per mettere in scena o una sonora sconfitta del gattopardismo o la sua definitiva invincibilità – ha affermato Squinzi – Noi non compriamo il biglietto per sederci cinicamente in platea a vedere chi vince. Siamo in scena perché riteniamo di essere un attore fondamentale di questa trama. Le imprese sono parte attiva e fondamentale di un moderno modello d’istruzione. Oggi abbiamo messo sul tavolo 100 proposte per una scuola e un’università di qualità”.

Squinzi, che ha espresso un giudizio positivo sulle linee guida della riforma, ha invitato il governo ha fare sintesi con le proposte della Confindustria. “La qualità dell’istruzione influisce sulla crescita – ha aggiunto il numero uno degli industriali – Due obiettivi possiamo coglierli subito insieme: il primo è che dobbiamo presentarci con le carte in regola in Europa, il secondo è che possiamo innovare insieme i luoghi fisici dell’istruzione, spesso così logori e antichi”.

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Dal ministro Giannini segnali di apertura nei confronti delle proposte formulate dagli industriali. “L’Italia ha voglia di scuola. Il nostro documento sta alimentando un grande dibattito e siamo certi che si arriverà a una convergenza sui punti cruciali. 360mila contatti sul sito della riforma significano che l’Italia ha voglia di parlarne e di mettere questo tema al centro dell’agenda politica e sociale. Ringrazio quindi Confindustria per la proposta autonoma che da un lato arricchisce e dall’altro emenda il nostro lavoro”.

Un rapporto che la Giannini ha detto di aver già sfogliato e di essere pronta ad approfondire: “Ho già trovate in queste 100 proposte alcune parole chiave che sono anche le nostre linee guida – ha osservato – Il merito, la valutazione, la formazione, il rapporto tra la scuola e il lavoro. La nostra filosofia è dare alla scuola italiana tutti gli insegnanti stabilmente previsti di cui ha bisogno. Puntiamo tantissimo sulla formazione dei professori, in maniera continuativa e sistematica, sia quelli che assumeremo, sia quelli già assunti. È il cambiamento epocale di cui la scuola ha bisogno”.

A entrare nel dettaglio delle proposte è stato il vice presidente di Confindustria con delega all’Education, Ivan Lo Bello, che ha promosso il documento presentato dal governo “soprattutto per il forte collegamento tra scuola e lavoro”. “L’attuale governo – secondo Lo Bello – sta mostrando coraggio: non possiamo che collaborare con chi vuole affrontare uno dei mali endemici della nostra scuola: l’egualitarismo cieco che non premia il merito. Proponiamo quattro grandi leve di cambiamento”.

Per ciò che riguarda il merito, “nuove regole per premiare gli insegnanti, coloro che il capitale umano hanno il compito di formarlo prima di tutti gli altri”, ha rimarcato Lo Bello. Sull’autonomia e la valutazione c’è bisogno “di stimare la performance del sistema educativo come primo modo per migliorarlo e renderlo competitivo”. In primo piano anche il rapporto scuola-lavoro con “più apprendistato e più alternanza per riconoscere il diritto degli studenti a imparare lavorando”. E poi l’innovazione: “Nuove tecnologie e didattica attiva per aggiornare il nostro sistema educativo. Una formazione più orientata alle competenze, costruita sull’interazione con le imprese, sviluppata nei laboratori, che elimini la netta distinzione tra discipline”.

Dal rettore della Luiss, Massimo Egidi, l’auspicio che la riforma della scuola e dell’università faciliti l’accesso al mondo del lavoro. “Il problema è la competizione mondiale tra le grandi università sul mercato internazionale – ha ricordato Egidi – Gran parte delle nostre imprese sono esposte all’estero e cercano persone con competenze che non sempre trovano, con la formazione che diamo. Dobbiamo cambiare modo di vedere le cose, accettare la competizione. Per poter chiamare professori stranieri, qui in Luiss, abbiamo una serie di vincoli normativi incredibili”. Come fare a rientrare nel contesto internazionale “se non si ripensano gli skill che diamo agli studenti?”. “Questi problemi – ha concluso Egidi – stanno diventando gravi con quasi il cinquanta per cento di disoccupazione giovanile”.

Nel corso della mattinata anche gli interventi di Attilio Oliva dell’Ocse, che ha tracciato le linee di tendenza dell’education in Europa, e Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, associazione che ha promosso l’integrazione scuola-lavoro in circa centocinquanta istituti, con un progetto pilota in collaborazione con il Miur. Sul tema della scuola anche tre faccia a faccia moderati dal direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano. A confronto il presidente di Enel Patrizia Grieco e il presidente dell’associazione nazionale presidi Giorgio Rembado, il numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca e il presidente dei rettori italiani Stefano Paleari, l’amministratore delegato dell’azienda automobilistica Dallara Andrea Pontremoli e il coordinatore del dipartimento Formazione e Ricerca Cgil Fabrizio Da Crema. Assegnato il premio InnovaScuola a tre imprese italiane che si sono distinte per gli investimenti effettuati per l’inserimento degli studenti nel mercato del lavoro: la Feralpi di Brescia, la Pittini di Udine e la romana Softlab.