Ilario, l’autista sospeso per un’intervista a Presa Diretta


Il dipendente della società Trotta Bus Service, sindacalista dell’Usb, ha denunciato con un collega lo stato degli autobus che guida


Rilascia un’intervista al giornalista Riccardo Iacona, le sue dichiarazioni vanno in onda durante una puntata della trasmissione televisiva Presa Diretta su Rai3 e l’azienda per cui lavora lo sospende dal servizio “in via cautelativa” a tempo indeterminato. La storia ha per protagonista Ilario Ilari, autoferrotranviere e sindacalista dell’Usb (Unione sindacale di base).

IL CASO – Il dipendente, secondo l’azienda, avrebbe rilasciato “senza autorizzazione” alcune dichiarazioni sul trasporto pubblico locale di Roma “non corrispondenti all’effettiva realtà del servizio” e “altamente lesive dell’immagine dell’azienda”. Nella lettera di sospensione vengono contestate, in particolare, una serie di affermazioni riguardanti “il parco automezzi aziendali circolanti e la relativa manutenzione delle vetture”.

La puntata di Presa Diretta, dedicata al trasporto pubblico nel nostro Paese con un confronto tra il sistema italiano e quello francese, era andata in onda lo scorso 21 settembre in prima serata su Rai3. La lettera è datata 22 settembre 2014.

Ilario precisa a Voci di Roma che “la sospensione è un’iniziativa dell’azienda Trotta Bus Service e non della società Roma Tpl Scarl” a cui si fa riferimento nel servizio andato in onda. Ma, curiosamente, è stata la stessa Tpl a replicare per chiarire la vicenda, come dimostra una lettera inviata a Presa Diretta, pubblicata il 25 settembre sulla pagina Facebook della trasmissione.

TPL RISPONDE – Nel documento si smentiscono le dichiarazioni rilasciate da Ilario Ilari e dall’altro collega sospeso, Valentino Tomasone, e si aggiunge che “ci siamo limitati a convocare i nostri dipendenti e a chiedere informazioni scritte per quanto affermato durante le interviste”. Ancora: “Quanto alle misure disciplinari prese nei confronti dei nostri dipendenti, si tratta di un atto previsto dal regolamento, il Regio Decreto del 1939 che norma il servizio del trasporto pubblico locale”. L’azienda conclude: “È evidente che sia nei confronti della trasmissione, che dei nostri dipendenti, ci riserviamo di adire le vie legali a tutela dell’onorabilità dell’azienda e della serietà con cui lavorano ogni giorno nelle strade di Roma”. In ogni caso, la Trotta fa parte della società consortile Roma Tpl, a cui l’Azienda per la mobilità di Roma Capitale (Atac) ha appaltato nel 2010 il 20% del servizio di trasporto pubblico.
 
REAZIONI – Mercoledì, due giorni dopo la sospensione di Ilario, il sindacato Usb ha occupato la sede dell’Assessorato alla Mobilità del Comune di Roma in segno di protesta, mentre Riccardo Iacona ha mostrato la sua solidarietà nei confronti di Ilario e Valentino lanciando anche un hashtag: #iostoconilarioevalentino.

Ilario, 45 anni, dal 1998 dipendente della Trotta, nel corso dell’intervista aveva affermato: “Entro 990 giorni dall’inizio dell’appalto, la Roma Tpl avrebbe dovuto provvedere alla sostituzione totale del parco macchine, secondo il contratto di affidamento con il Comune”. “In occasione dell’incontro con la troupe di Presa Diretta – spiega il dipendente a Voci di Roma – sono intervenuto per rilasciare un’intervista, ma le riprese al guasto dell’autobus le ha fatte un cameraman e le avrebbe fatte a prescindere da me, anche perché i guasti alle vetture sono la quotidianità”.

“Questa lettera – aggiunge poi il dipendente – non è di licenziamento, tuttavia ogni volta che un lavoratore l’ha ricevuta non è mai rientrato, se non per decisione del giudice”. Ilario si dice comunque convinto che la sospensione sia un “attacco frontale nei confronti del sindacato Usb nel suo complesso” che rappresenta circa 120 dei 1978 lavoratori della Tpl e circa 30 dei 172 autoferrotranvieri della Trotta, anche se in realtà sono al massimo un centinaio in tutto, se si escludono i lavoratori inquadrati nell’organico con un altro tipo di contratto. “Sono mesi, ormai – sostiene l’autista – che il sindacato è preso di mira. È evidente che c’è una condotta antisindacale voluta e dimostrabile”.

PROBLEMI DEL SETTORE – Ilario è in Usb da circa tre anni e non è la prima volta che denuncia lo stato fatiscente dei mezzi che guida nella periferia di Roma: il sindacato si oppone alle politiche aziendali in particolare e alla gestione del trasporto da parte dei privati in generale. Un sistema che sembra non funzionare come dovrebbe, in cui controlli e verifiche non sarebbero sufficienti.
Da anni – spiega Ilario – apriamo procedure che portano allo sciopero e quando manifestiamo né la commissione giustizia, né il prefetto, né l’azienda ci contestano, perché evidentemente le nostre ragioni sono giuste. Eppure – prosegue – continuiamo ad avere sempre gli stessi problemi.” E a nulla sono serviti gli incontri con le istituzioni o i tavoli congiunti con le associazioni di pendolari e cittadini.

Appalto – “Il contratto di affidamento dell’appalto, che il Comune ha stipulato con la Tpl, prevedeva il rispetto di precise condizioni: riguardo al rinnovamento del parco macchine, all’inquadramento dei lavoratori, alle ore di lavoro, nel rispetto del contratto collettivo nazionale e della normativa vigente”. Eppure – sostiene Ilario – “da noi non si rispettano le regole sulla manutenzione, che doveva essere effettuata sulle nuove vetture e non su quelle vecchie, e nemmeno gli orari di lavoro, né la data per il pagamento degli stipendi”.

Manutenzione e sicurezza – Quando i lavoratori arrivano al deposito e gli viene consegnato il foglio di servizio dove compare il numero della vettura, sanno già qual è la migliore, quale la peggiore e quale mezzo ha un problema ai freni. “L’autobus che pattina sul bagnato è incontrollabile, non esiste la bravura dell’autista. Per questo quando le vetture non frenano devo fermarle. Se il blocco porte non funziona non dovrei partire, al contrario dovrei segnalare la macchina”. Il problema è che gli autobus in circolazione, come denunciato anche nell’ultima puntata di Presa Diretta, andrebbero sostituiti.

Gli orari – “Non dovrei mai lavorare più di 39 ore settimanali previste contrattualmente – fa sapere Ilario. Invece noi superiamo sistematicamente quella soglia. Inoltre – continua – molti dipendenti fanno sia i servizi turistici che il trasporto pubblico in una stessa giornata. Ma i due servizi hanno diversi sistemi di controllo della turnazione e, quindi, si può arrivare a lavorare anche 17 ore”.
I casi di lavoratori che fanno doppi e tripli turni “sono stati documentati e segnalati alla Dtl (Direzione territoriale del lavoro) – denuncia – basterebbe un’ispezione per verificare ciò che accade”.