Voto di scambio è legge: il Senato approva tra le polemiche


Il provvedimento passa tra le proteste dei senatori grillini. Il Presidente Grasso espelle dall’aula i senatori 5 stelle Santangelo e Airola


d6483bd88a6bc2df6218d494f455c3b2-kzJG-U430101666668149X1E-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Polemiche e tensioni, ma alla fine il ddl sul voto di scambio è diventato legge. Con 191 sì, 32 no e 18 astenuti, il Senato ha approvato in quarta lettura il provvedimento in base al quale non servirà il passaggio di denaro per configurare il reato di voto di scambio politico-mafioso. Durante le dichiarazioni di voto in aula, il Presidente Pietro Grasso ha richiamato e poi espulso i due senatori del Movimento 5 Stelle Alberto Airola e Vincenzo Santangelo.

La seduta, iniziata questa mattina, è andata avanti a fatica ed era stata addirittura sospesa a causa delle proteste dei parlamentari grillini. Dall’emiciclo si sono alzati più volte i cori ritmati “Fuori la mafia dallo Stato” e sono stati esposti in gran numero cartelli con i volti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Tra i punti salienti della nuova legge, la riduzione della pena per il reato di voto di scambio dai 7-12 anni di reclusione ai 4-10 anni. Specialmente su questo aspetto si è concentrata la protesta dei senatori 5 Stelle che hanno reso difficile lo svolgimento dei lavori. Per questo motivo, il Presidente Grasso è stato costretto ad utilizzare più volte i toni forti (“Se le dico di tacere, lei deve tacere”, rivolto al grillino Santangelo; “non accetto questa gazzarra”) e, in ultima analisi, ad espellere i due senatori dall’aula.

Il Movimento 5 Stelle motiva il suo ostruzionismo attraverso le parole del senatore Mario Michele Giarrusso:

Ci si scandalizza per i nostri modi e i nostri termini e non ci si scandalizzava a sedersi accanto ad uno come Andreotti che andava in Sicilia a dare ordini alla mafia».

Mentre Beppe Grillo, ieri presente in tribuna a Palazzo Madama, ribadisce la linea seguita dai suoi parlamentari e scrive sul blog del Movimento:

«E’ una nuova Italia quella che si muove e si annuncia sotto i detriti che andranno però rimossi con pazienza, senza mai fermarsi. Questa volta non deve finire come nel 1945, dopo la frana del fascismo, la pulizia dovrà essere completa, radicale, senza sconti. Nessun compromesso, nessuna riabilitazione. A giudizio dovrà andare l’intera classe politica, imprenditoriale e dell’informazione»