Roma, scontri in piazza Barberini. Spunta nuovo video-shock


Indagato l’artificiere che ha calpestato una manifestante. Lui:”Guardavo in alto, credevo fosse uno zaino”. L’ipotesi di reato, lesioni volontarie e abuso di potere.


scontri piazza barberiniTre poliziotti in tenuta antisommossa: uno immobilizza un manifestante sdraiato a terra, gli altri due lo prendono a calci allo stomaco e alla schiena. Poi colpi con i manganelli impugnati al contrario, per fare più male. Il ragazzo si porta le mani sul volto per cercare di proteggersi dalle botte.

Dopo le immagini dell’artificiere che calpesta una ragazza durante gli scontri del corteo che il 12 aprile ha sconvolto il centro di Roma, spunta un nuovo video-shock di violenza della polizia. Un’altra indagine interna per la questura di Roma, dunque, e si riapre la caccia a quegli agenti, che, giusto ieri, il capo della Polizia Alessandro Pansa aveva definito “cretini da identificare”.

E non sono passati neanche due giorni dalle dichiarazioni di Massimiliano Daddani, il poliziotto di 45 anni iscritto nel registro degli indagati per lesioni volontarie con l’aggravante di abuso di potere.

“Sono io quello del video che calpesta la ragazza. Camminavo guardando in alto, controllavo se arrivassero verso di noi bombe carta. Non mi sono accorto di nulla, credevo di aver calpestato uno zainetto.”

Dichiarazioni che sembrano smentite dai molti filmati pubblicati in rete, quasi venti minuti di tafferugli tra via Veneto, piazza Barberini e via del Tritone, che evidenziano il comportamento aggressivo dell’agente. Avrebbe picchiato altri giovani prima di arrivare alla coppia dei ragazzi, Deborah Angrisani e il suo fidanzato, Andrea Coltelli, che cercava di proteggerla. Daddani, comunque, continua a ripetere di non essersi accorto di nulla, e avrebbe capito che era lui soltanto guardando le immagini in tv.

Immagine anteprima YouTube

i due ragazzi non hanno ancora presentato denuncia, anche se è possibile che lo facciano nei prossimi giorni. Denuncia senza la quale, tuttavia, non è possibile contestare le lesioni volontarie a meno di non avere il referto medico. Il pubblico ministero Eugenio Albamonte ha, infatti, disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche per verificare se i due giovani si siano fatti medicare. Queste le parole di Deborah:

Non posso perdonarlo.”

E Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno con delega alla Pubblica Sicurezza, ancora prima di vedere il secondo video, si è lasciato sfuggire un “porca miseria” in un’intervista telefonica di Repubblica.

Porca miseria. È terribile. È terrbile. I responsabili devono essere puniti.”

Se da un lato il viceministro pronuncia parole di comprensione per le difficili e pericolose situazioni in cui le forze dell’ordine si trovano ad agire, dall’altro precisa:

“Ma la polizia deve agire diversamente, non può mai essere messa in discussione l’integrità fisica delle persone.”