Electrolux, Porcia non chiuderà. Confermati 1200 esuberi


Ieri vertice fra l’azienda e le parti in causa. Scongiurata l’ipotesi di tagli agli stipendi, ma l’incubo disoccupazione è solo rimandato al 2017


11210026I quattro stabilimenti italiani (in particolare quello di Porcia, il più a rischio) non chiuderanno. Sono confermati, però, i 1200 esuberi a partire dal 2017. Passi avanti ma solo concessioni a tempo da parte di Electrolux, che a gennaio aveva annunciato una proposta shock di dimezzamento dei salari degli operai.

L’incontro di ieri fra le parti – il primo con i nuovi ministri del governo Renzi – non è stato risolutivo: e se da una parte ci sono segnali che i sindacati definiscono “incoraggianti”, dall’altra il rischio della disoccupazione per tanti lavoratori sembra ancora non essere del tutto scongiurato.

NIENTE CHIUSURA E TAGLIO DI STIPENDI – Le buone notizie sono tutte nella rinuncia da parte dell’azienda a qualsiasi ipotesi di chiusura di impianti o di decurtazione salariale. Un risultato non da poco, considerando il punto di partenza della trattativa: solo tre mesi fa Electrolux minacciava tagli massicci ai compensi e la cessazione dell’attività nello stabilimento di Porcia (in provincia di Pordenone). La fabbrica friulana, come anche quella di Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano) resteranno aperte e produttive. A questo scopo contribuirà anche lo Stato italiano.

“Il Ministro Guidi ha confermato che il Governo è pronto a mettere in campo le misure già annunciate, ovvero il sostegno agli investimenti e la possibile decontribuzione dei contratti di solidarietà che il Ministro Poletti ha ricordato essere subordinata all’accordo tra le parti”,

si legge nella nota ufficiale pubblicata ieri dal Ministero dello Sviluppo economico.

“BENE, MA NON BASTA” – Un’apertura, quella dell’azienda svedese, che è stata accolta con prudenza dalle altre parti in causa, ovvero sindacati e Regioni. Secondo la Cgil, “c’è un passo avanti che merita di essere riconosciuto, ma la trattativa è tutt’altro che finita”. Anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, parla di “buon punto di partenza”, sottolineando che alla decontribuzione di 15 milioni di euro per le aziende che utilizzano i contratti di solidarietà, si potranno aggiungere anche i contributi delle Regioni e i fondi comunitari. Meno ottimista, invece, Debora Serracchiani: “C’è ancora molto lavoro da fare”, ha commentato il governatore del Friuli Venezia-Giulia.

MINACCIA ALL’ORIZZONTE – Nonostante i buoni propositi dell’incontro di ieri, infatti, Electrolux non ha ancora del tutto rinunciato al proprio piano di riduzione del personale. Lo ha solo rimandato. L’azienda di elettrodomestici ha confermato i 1.200 esuberi annunciati nei mesi scorsi: 430 riguardano lo stabilimento di Porcia, 270 quello di Susegana, 180 quello di Solaro, 160 quello di Forlì e 150 gli staff. “I provvedimenti – ha svelato Zaia – scatteranno nel 2017“. Tre anni di tregua, dunque, e l’impegno a mantenere aperto il dialogo. Ma per tanti l’incubo della disoccupazione resta all’orizzonte.