Voto di scambio, pene ridotte. Il ddl passa ora al Senato


Tra le modifiche più discusse, l’eliminazione della punibilità per il politico che si “mette a disposizione” della mafia. Critici i 5 Stelle, favorevole l’Anm


cameraLa Camera rimette mano al ddl sul voto di scambio politico-mafioso. E con 310 voti a favore (e 61 contrari) boccia e corregge la riforma introdotta a gennaio, che aveva scatenato non poche critiche tra le fila di Forza Italia.

Tra le modifiche, la riduzione della pena: non più, come per l’associazione mafiosa, tra i 7 e i 12 anni di reclusione, ma tra i 4 e 10. Un ritocco che fa infuriare il Movimento Cinque Stelle e che riempie di polemiche l’Aula di Montecitorio.

Eliminata, poi, la previsione di punibilità per il politico che si mette a disposizione della mafia. Clausola che i Cinque Stelle interpretano come un’apertura alla criminalità organizzata. “Renzi e Verdini hanno ammazzato il 416 ter”, queste le parole della deputata Giulia Grillo.

Ben diversi i commenti del Partito Democratico. Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia, parla di “norma di grande rigore”. E, del resto, l’iniziativa legislativa viene dalla maggioranza. Ma va incontro alle richieste di Forza Italia. Che si dichiara soddisfatta in una dichiarazione congiunta dei deputati Renato Brunetta, Gianfranco Chiarelli, Carlo Sarro, e Francesco Paolo Sisto.

I partiti si dividono. E battagliano. A sostegno della nuova riforma, però, arriva il giudizio del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Franco Roberti. Che parla di una “norma perfetta e veramente utile a contrastare lo scambio tra politica e mafia”. Il motivo: proprio il fatto che la generica disponibilità del politico nei confronti della mafia non sia più punibile. Un cambiamento positivo, secondo Anm e vari magistrati, perché scongiura il rischio di indeterminatezza della norma.

Globalmente positivo è anche il commento dell’associazione Libera. Bene la precisazione (già presente nella versione di Gennaio) che lo scambio possa avvenire non solo con denaro, ma anche con “altra utilità”. Bene anche il venir meno della “messa in disponibilità” (si risponderà di concorso esterno). Ma l’associazione chiede un’approvazione rapida. E non nasconde le proprie perplessità per la riduzione della pena.

Ora il ddl passa al Senato, dove sarà discusso in quarta lettura. Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, assicura: “Il governo si impegnerà al massimo nel corso dell’esame al Senato perché questa norma sia definitivamente approvata prima delle elezioni europee”.