Quota96, la Ragioneria blocca gli “esodati” della scuola


Nuovo stop per la pensione ai 4mila docenti rimasti in servizio a causa della riforma Fornero: secondo l’organo contabile dello Stato mancano coperture “certe”


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Una manifestazione dei Quota 96

Niente da fare: i “Quota 96“, i 4mila insegnanti italiani bloccati in servizio da una svista della riforma Fornero, non andranno in pensione. Non quest’anno, almeno: la Ragioneria di Stato, infatti, ha bloccato anche l’ultima proposta di legge che avrebbe consentito ai docenti di lasciare la scuola. “Mancano coperture certe”, sostiene l’organo contabile.

PASTICCIO FORNERO – La situazione dei Quota 96 è uno dei tanti pasticci creati dall’ultima riforma delle pensioni. Che ha commesso l’errore, in questo caso, di non considerare la specificità del mondo della scuola, dove l’unità di misura è l’anno scolastico e non quello solare. Anche per il personale della scuola, invece, la Fornero ha fissato il termine al 31 dicembre 2011 (fine dell’anno solare) e non al 31 agosto 2012 (fine dell’anno scolastico).

Così quei docenti che avrebbero maturato i requisiti (la “quota 96”, appunto, da raggiungere sommando età anagrafica e contributiva) a fine anno, e che avevano già presentato domanda, sono rimasti bloccati in servizio. Alcuni anche per un periodo di 5-6 anni in più rispetto al dovuto. Perciò questi insegnanti sono stati ribattezzati come “esodati” della scuola. La svista è stata riconosciuta da più parti, senza che però venisse trovato rimedio.

TESTO UNIFICATO PD-M5S – A febbraio, in realtà, la soluzione sembrava essere ormai molto vicina: la Commissione Cultura della Camera aveva approvato un testo unificato firmato da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che stabiliva con precisione platea dei beneficiari, costo del provvedimento e risorse necessarie.

Il problema, infatti, è essenzialmente economico. Per mandare in pensione i 4mila docenti servono soldi: 35 milioni nel 2014, poi circa 107 milioni in media ogni anno tra il 2015 e il 2017, quando il trattamento andrà a pieno regime. Il disegno di legge aveva anche individuato le coperture, da ricavare principalmente dal fondo generale per gli esodati aperto dalla finanziaria per il 2013.

STOP DELLA RAGIONERIA – Ieri, però, è arrivato lo stop della Ragioneria di Stato. La motivazione, secondo l’organo contabile, è che le coperture non ci sono. O perlomeno non sono abbastanza certe per avallare il provvedimento.

“Allo stato non risultando economie accertate a consuntivo che possano fare fronte ai maggiori oneri valutati per l’attuazione del provvedimento, non può considerarsi idonea una copertura finanziaria di oneri certi con economie di entità eventuale ed incerta”, si legge nel parere.

Non è la prima volta, del resto, che succede questo: già in passato la Ragioneria aveva impedito il pensionamento degli insegnanti per problemi economici. I politici che seguono la questione promettono di tornare presto sul problema con una nuova proposta. Ma per il momento la pensione resta un miraggio per tutti gli “esodati” della scuola.