Taranto, ucciso bimbo di 3 anni in agguato mafioso


Lunedì agguato sulla statale per Reggio Calabria: freddati con 15 colpi il pregiudicato Cosimo Orlando, la compagna Carla Maria Fornari e il figlio della donna


operazione-antidroga-dei-carabinieri-a-TarantoUn’esecuzione in piena regola. Lunedì, a Taranto, quindici colpi d’arma da fuoco sono stati sparati per uccidere Cosimo Orlando, pregiudicato di 43 anni, e la sua famiglia, con cui stava tornando a casa in macchina. Nell’agguato, di chiara natura mafiosa, sono morti anche la compagna dell’uomo, Carla Maria Fornari, e il figlio della donna dal precedente marito, di tre anni. Gli unici sopravvissuti sono gli altri due bambini della coppia, di 6 e 7 anni, che viaggiavano sui sedili posteriori e sono stati trovati dalle forze dell’ordine in evidente stato di shock.

AGGUATO SULLA STATALE – Secondo le prime, parziali ricostruzioni, il triplice omicidio sarebbe avvenuto alle porte della città di Taranto, sulle strade della statale 106 che collega il capoluogo ionico a Reggio Calabria. All’altezza dello svincolo per Palagiano, la vettura del pregiudicato sarebbe stata affiancata da un’altra automobile, che avrebbe aperto il fuoco in direzione dei sedili anteriori. La serie di spari ha freddato sul colpo la donna, che era alla guida dell’auto, Orlando e il bimbo che si trovava in braccio a lui. Illesi, fortunatamente, gli altri due bambini.

Intervenuti sul posto, i carabinieri hanno trovato la macchina adagiata contro il guardrail, e hanno pensato in un primo momento ad un incidente stradale. Poi la scoperta dei cadaveri e le prime ipotesi sull’accaduto. Ancora non ci sono certezze sul movente dell’agguato: probabilmente un regolamento di conti, forse collegato al traffico della droga. Di certo, però, si è trattato di un omicidio di mafia.

MAFIA E DROGA – Entrambe le vittime, infatti, hanno precedenti nel mondo della mafia tarantina ed in particolare nello smercio di stupefacenti. In passato Orlando era stato coinvolto in un duplice omicidio a Castellaneta, e dopo aver scontato 13 anni di carcere era tornato ad avere un ruolo nelle cosche locali. La compagna, invece, era stata sposata con Domenico Petruzzelli, pregiudicato ucciso in un altro agguato di mafia nel maggio del 2011, sempre nella zona di Palagiano. Secondo gli inquirenti la strage di ieri sarebbe connessa alla posizione di Orlando, e non ci sarebbero legami con l’omicidio di Petruzzelli del 2011. Tranne uno: il piccolo morto ieri sera portava proprio il suo nome.

Immagine anteprima YouTube

Servizio video di Gianmichele Laino