Muore Manlio Sgalambro filosofo e paroliere di Battiato


Si è spento a 90 anni, nella sua casa di Catania. La sua, un’attività poliedrica: dalle opere filosofiche al grande sodalizio artistico con il cantante Franco Battiato


1394108444-sgalambroScrittore, poeta, filosofo e paroliere: era tutto questo Manlio Sgalambro, che è morto oggi, 6 marzo, a Catania all’età di 90 anni. Collaborò nella stesura dei testi di tanti capolavori musicali di Franco Battiato. La Cura, I giorni della monotonia e Stati di gioia, tra i brani più noti al grande pubblico, furono scritti proprio da lui. Oggi il cantautore siciliano, sceglie di non commentare la scomparsa del grande amico: “Non ho nulla da dire, è una cosa privata, è un dolore personale molto forte”.

Conosciuto dal pubblico come paroliere, Sgalambro aveva scelto in gioventù la strada degli studi giuridici, iscrivendosi all’Università di Catania, e coltivando autonomamente lo studio della filosofia. Di orientamento nichilista, le sue opere furono influenzate dal pensiero di Friedrich Nietzsche e dal filosofo romeno Emil Cioran. Fu autore di riferimento della casa editrice Adelphi, con la quale pubblicò La morte del sole, il suo manifesto filosofico.

Poi, la sua intensa attività nel mondo della musica italiana. Nel 1994, infatti, arriva l’incontro tra Sgalambro e Battiato, grazie all’amico comune Angelo Scandurra. Gli artisti siciliani lavoreranno insieme al libretto dell’opera Il cavaliere dell’intelletto. Una collaborazione che sancirà l’inizio di un legame artistico lunghissimo. Sgalambro firmerà i testi degli album di Battiato come L’ombrello e la macchina da cucire e L’imboscata, del 1995 e del 1996. Un sodalizio artistico che in seguito porterà alla creazione di opere musicali come Gommalacca, Ferro battuto, Dieci stratagemmi, Il vuoto, Inneres auge, Apriti sesamo, e dei tre album di Fleurs.

La passione fortissima per il mondo delle parole in musica, si concretizza anche nella scrittura, a partire dal 1998, di testi per Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Carmen Consoli, Milva e Adriano Celentano. E poi le canzoni per bambini: sulle musiche di Giovanni Ferracin, Sgalambro scrive le parole di Madama Dorè, Fra Martino campanaro, Il merlo ha perso il becco, entrate a far parte della tradizione popolare del nostro Paese.

Quando Franco Battiato diventa regista con le sue pellicole Perduto amor, Musikanten e Niente è come sembra, il poliedrico artista lo segue scrivendone le sceneggiature. Infine, dopo anni di collaborazione, il filosofo dai mille volti nel 2001 sale sul palco, debuttando come cantante con l’album Fun club, prodotto dallo stesso Battiato e da Saro Cosentino. Un esercizio di stile scanzonato e ironico in cui il filosofo-cantante si cimenta nelle cover più disparate: da La vie en rose a Moon River, fino a Me gustas tu di Manu Chao.

Per ascoltare il servizio radio di Eugenio Murrali:

Sgalambro