“Italy’s Tony Blair”, così la stampa estera legge Renzi


Per il Guardian è “il Tony Blair italiano”. Le Monde lo paragona a Silvio Berlusconi. E la BBC aggiunge un po’ di Niccolò Macchiavelli


L'articolo di Gavin Hewitt sul sito della BBC
L’articolo di Gavin Hewitt sul sito della BBC

Giovane, pieno di energie, ambizioso. Come Tony Blair, anzi no, come Silvio Berlusconi. Tutto il mondo guarda al premier incaricato Matteo Renzi e la stampa estera è scatenata.

A cominciare dalla BBC. Il giornalista Gavin Hewitt parla di un “uomo energico ed ambizioso”, che sembra seguire “il consiglio di un altro fiorentino, Niccolò Macchiavelli, che diceva: non sono interessato a preservare lo status quo. Voglio rovesciarlo”. A Renzi – secondo l’opinionista – manca però “l’esperienza politica”, anche se questo piace molto ai suoi sostenitori. Il punto debole del segretario del PD starebbe piuttosto nel fatto di “essere arrivato al potere senza elezioni”.

È questo l’ “original sin” (peccato originale, ndr) di cui si è macchiato il sindaco di Firenze. Così ha definito la sua manovra di palazzo, il professore della Luiss e giornalista Giovanni Orsina in un’intervista all’agenzia inglese Reuters.

L'articolo apparso sul sito del Guardian
L’articolo apparso sul sito del Guardian

C’è anche chi lo chiama il Tony Blair italiano. “Telegenico… ora sembra destinato a diventare il più giovane premier della storia moderna del Paese”, scrive il Guardian. L’ex primo ministro inglese ha tra l’altro espresso il suo endorsement al segretario del Partito Democratico: “Matteo ha il dinamismo, la creatività e la forza per avere successo, con la combinazione di realismo e idealismo che servono per i tempi in cui viviamo”, ha detto l’ex inquilino di Downing street.

“È stato trovato l’erede di Silvio Berlusconi”, scriveva invece Philippe Ridet sul francese Le Monde qualche tempo fa. Il corrispondente non nasconde le proprie perplessità sull’arrivo di Renzi al potere:

“Il rischio è grande. L’ultimo esempio di avvicendamento tra membri dello stesso partito o della stessa coalizione a capo del governo fu nel 1998 quando Massimo D’Alema, lanciato come un leader del futuro per la sinistra, ha scalzato Romano Prodi. Ma nessuno ne ha beneficiato. Non pochi hanno consigliato a Renzi di non ripetere lo stesso errore. Ma lui non ha ascoltato”.

È molto cauto anche il britannico Indipendent, che afferma: “Un leader non eletto, a capo di un governo di tecnocrati composto da personalità di centrosinistra e di centrodestra, ha poche possibilità di durare più di 18 mesi”. Sulla stessa linea è il quotidiano finanziario inglese Financial Times che fa un salto indietro nel tempo e parla di lotta di potere che “ricorda la rivalità medievale tra le città toscane di Pisa e Firenze. E in un editoriale, il giornalista Wolfang Munchau avverte: “Renzi non ridarà vita all’Italia con le sole riforme. Avrà bisogno dell’aiuto della Banca Centrale Europea. E questo vuol dire che deve spostare il dibattito macroeconomico all’interno dell’Ue”.

L'articolo di Pablo Ordaz sul sito de El Pais
L’articolo di Pablo Ordaz sul sito de El Pais

Il corrispondente del quotidiano spagnolo El Pais, Pablo Ordaz, ha sottolineato l’ambizione del premier incaricato. E, per spiegare la sua fretta di arrivare a Palazzo Chigi, usa una domanda: “E se, aspettando, il destino fosse cambiato?”

I siti web degli americani Wall Street Journal e Usa Today hanno dedicato l’apertura di ieri al nuovo presidente del Consiglio italiano. Entrambi si sono soffermati sull’instabilità politica dell’Italia: “Per la terza volta in 10 mesi un nuovo leader sta prendendo la guida dell’Italia”.

Ora, come scrive Gavin Hewitt, Renzi deve fronteggiare una “immense struggle” (una lotta senza fine).