Bocciata la Fini-Giovanardi: ecco cosa cambia


Pene più lievi, differenza tra droghe leggere e pesanti, ricalcolo delle sanzioni dei processi conclusi


bfb845cfb4b7234b1099103e06caf515Ieri la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Fini-Giovanardi che eguagliava droghe leggere e pesanti. Oggi si discute su quali siano le conseguenze reali di questa sentenza della Consulta.

Innanzitutto per ora non cambia nulla. Il verdetto infatti è stato solo comunicato dalla Corte, mentre per avere efficacia giuridica deve essere depositato insieme alla motivazione e successivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La procedura di prassi dura circa un mese.

La legge poi non è stata interamente abrogata, ma solamente 3 articoli, il 13, 14 e 73 riguardanti la parificazione delle pene previste per detenzione e spaccio sia di droghe leggere (marijuana, hashish) con quelle più “pesanti” (cocaina, eroina, anfetamine, lsd…). La bocciatura poi è giustificata non da motivi di contenuto, ma tecnici: la norma infatti nasce come decreto legge del 2005 poi successivamente convertito nel 2006 all’interno del maxiemendamento relativo ai Giochi olimpici invernali di Torino dello stesso anno, violando, secondo i giudici, il principio di “omogeneità di fondo della normativa urgente”. Al momento della conversione sarebbero stati apportati dei cambiamenti al decreto, con una procedura inammissibile secondo la Corte e quindi soggetta ad abolizione delle norme.

Una volta depositata, con questa sentenza si tornerà alla legislazione precedente, datata 1990 e che porta il nome di Iervolino-Vassalli, con le modifiche poi apportate dal referendum abrogativo del 1993 che ha eliminato il carcere dalle sanzioni previste per l’uso personale:

  • Pene più lievi per la detenzione e lo spaccio di droghe leggere: dai 2 ai 6 anni di carcere e multe da 5mila a 77mila euro. La Fini-Giovanardi prevedeva dai 6 ai 20 anni e dai 26mila ai 260mila euro, le stesse pene previste per le droghe pesanti.
  • In caso di “fatti di lieve entità” (detenzione di piccole dosi di cannabis superiori ai limiti) si passa da 1 a 6 anni della Fini-Giovanardi a 6 mesi-4 anni della Iervolino-Vassalli. Le sanzioni andranno poi ricalcolate in base decreto “svuotacarceri” da approvare entro il 21 febbraio: il governo Letta aveva infatti abbassato il massimo da 6 a 5 anni. Al ritorno della legislazione precedente anche la Iervolino-Vassalli andrà adeguata alla norma generale.
  • Brutte notizie per i possessori di droghe “pesanti”: diminuiscono i limiti consentiti per il possesso di cocaina, eroina e Mdma. Restano invariati per marijuana, anfetamine e Lsd.

Una volta pubblicata, la sentenza andrà a modificare tutti i procedimenti conclusi e in corso riguardanti gli stupefacenti. Sono circa 25mila i detenuti in carcere per droga, 10mila dei quali per reati connessi alle droghe leggere. Chi si trova ancora sotto processo subirà molto probabilmente una sospensione del giudizio in attesa che la sentenza diventi di fatto esecutiva, mentre per quelli conclusi verrà avviato un “incidente di esecuzione” per rideterminare le pene.

Alcuni detenuti potrebbero scoprire, una volta ricalcolate le sanzioni, di aver scontato già tutta la pena prevista, con conseguenti scarcerazioni. Bisognerà poi tenere conto anche dell’indulto del 2006. Il penalista Roberto Afeltra spiega infatti che “con il ricalcolo delle pene alcuni condannati potrebbero ottenere una parte dell’indulto allora non goduto”.

Poche certezze e molti dubbi, per capire veramente le conseguenze bisognerà aspettare di avere un quadro più chiaro. Di sicuro pioveranno ricorsi.