Droghe: la Consulta boccia la legge Fini-Giovanardi


Bocciata la norma che eguagliava droghe leggere e pesanti. Si torna alla legge precedente con pene più lievi e scarcerazioni. No comment di Giovanardi


resizerSi parlava di una possibile bocciatura: un’ipotesi che adesso è realtà. La legge Fini-Giovanardi sulle droghe è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Ora si tornerà alla legislazione precedente: pene più lievi per la produzione e lo spaccio di droghe leggere ed eliminazione delle sanzioni penali per la detenzione di cannabis per uso personale, in base al referendum abrogativo del 1993.

La motivazione data dalla Consulta sarebbe una violazione dell’articolo 77 della Costituzione per l’incongruenza tra il decreto del 2005 e la successiva legge di conversione del 2006 che ha eliminato le tabelle di distinzione tra droghe leggere e pesanti, equiparando le sanzioni, dai 6 ai 20 anni di reclusione e da 26mila a 300mila euro di multa per tutti i tipi di stupefacenti.

I cambiamenti saranno significativi: tutti i procedimenti penali riguardanti produzione, detenzione, uso e spaccio di droghe già conclusi e in corso subiranno un ricalcolo delle pene previste, con un esito di possibili scarcerazioni.

Il senatore del Nuovo Centrodestra Carlo Giovanardi, di cui la legge bocciata porta il nome, si dice “sconcertato per il ruolo della Corte, è un messaggio devastante per i giovani”. “Bisognerà comprendere gli impatti sanitari sulla salute pubblica” ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.

“Una bellissima notizia” commenta Sandro Gozi del Partito Democratico. “Il pronunciamento della Consulta fa chiarezza su una legge che ha prodotto più carcere e discriminazione” ha dichiarato il deputato Pd Danilo Leva. Di un’altra idea è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “La Consulta non è più organo di garanzia, ma di demolizione”.