Addio Facebook e sale slot: i divieti ai dipendenti comunali


Introdotti nuovi codici di comportamento dei dipendenti comunali ed è polemica sulle limitazioni della vita privata


office-1Sparlare dei colleghi o del capo, fare una telefonata privata oppure sbirciare Facebook dal proprio smartphone: sono gesti della vita quotidiana, anche nell’ambiente di lavoro. Eppure i dipendenti di alcuni comuni italiani dovranno scordarseli. Sono queste infatti alcune norme inserite nei Codici di comportamento dei dipendenti comunali che verranno adottati in queste settimane.

Le regole sono un’attuazione del decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013 che prevede 17 articoli che verranno integrati con provvedimenti decisi direttamente dai comuni, spesso con la conseguenza di rendere ancora più restrittivo il codice.

Alcuni esempi? A Sanremo sarà vietato agli impiegati fare commenti atti a ledere l’immagine dei colleghi e accedere alle sale slot, se non per ragioni di servizio, anche negli orari extralavorativi. A Modena niente telefonate personali, se non molto rapide e divieto di navigare su Facebook o Twitter, anche dal proprio smartphone. A Imperia il caffè si può prendere solo alle macchinette automatiche, niente passeggiata al bar. A Ravenna sanzioni per chi critica il comune sui social network, anche sui profili personali. A Livorno niente acquisti online, a Napoli nessuno parli coi giornalisti.

Norme dure che vanno a regolamentare anche la vita privata, e c’è chi parla di limitazioni di libertà fondamentali. “Alcune norme sono talmente assurde e illegittime che non sarà difficile fare e vincere un ricorso” commenta Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil nazionale.

“Mi sembrano più regole di immagine, un’idea “brunettiana” del dipendente pubblico. Sembra che la corruzione riguardi soltanto questa categoria”.

Regole così restrittive, poi,  non gioverebbero alle prestazioni e soprattutto non servono, perché spesso fanno riferimento al semplice buon senso. “Queste regole sono una conseguenza di un clima aggressivo” afferma lo psicologo e docente dell’Università europea di Roma Andrea Castiello d’Antonio. “Meglio il buon esempio, è il metodo più efficace”.