Grasso: Senato parte civile nel processo contro Berlusconi


Si aprirà il prossimo 11 febbraio il processo a Silvio Berlusconi per compravendita di parlamentari.Pietro Grasso ha deciso che il Senato parteciperà in quanto “persona offesa”


Il Presidente del Senato, Pietro Grasso
Il Presidente del Senato, Pietro Grasso

Per il Senato della Repubblica italiana è un dovere morale prendere parte al processo che vede imputato Silvio Berlusconi per compravendita di alcuni senatori. Così Pietro Grasso contraddice il voto del Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama che ieri, 5 febbraio, si era espresso, 10 voti contro 8, per l’astensione dalla costituzione di parte civile.

Dopo avere ascoltato il parere dell’Aula, il presidente ha così deciso in autonomia, il Senato parteciperà. Avevano votato no, Forza Italia, Lega, Nuovo Centrodestra, più Scelta civica e Popolari per l’Italia. Contrari, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà. La scelta di Grasso è stata presa in considerazione del peso numerico dei partiti favorevoli alla partecipazione al processo, Pd e 5stelle rappresentano la maggioranza assoluta in Senato. A influire sulla decisione è stata anche l’individuazione, fatta dal pubblico ministero e dal giudice del processo di Napoli, dell’assemblea come “persona offesa” poiché si tratterebbe di fatti relativi alla dignità dell’Istituzione.

Il processo, la cui prima udienza si terrà il prossimo 11 febbraio, è stato istruito grazie alle rivelazioni dell’ex senatore Sergio De Gregorio. Il super teste ha infatti confessato ai magistrati di essere stato corrotto con 3 milioni di euro da Berlusconi al fine di abbandonare l’Italia dei Valori. Inoltre, durante la XV legislatura, De Gregorio si sarebbe mosso per propiziare il passaggio alla Casa delle Libertà di altri senatori eletti nelle fila del centro sinistra. Nel 2008 il passaggio di un gruppo di senatori allo schieramento del centro destra privò il Centro Sinistra della maggioranza a Palazzo Madama e provocò la caduta del governo Prodi, avvenuta il 24 gennaio dello stesso anno

Non si sono fatte attendere le reazioni sdegnate di Forza Italia. Se Maurizio Gasparri accusa Grasso di avere calpestato e ignorato la decisione dell’Ufficio di Presidenza, Renato Brunetta parla di colpo alla pacificazione e invita il segretario Pd Matteo Renzi a “riflettere e provvedere”. Di segno opposto i commenti di Pd e 5 Stelle che difendono la scelta di Grasso.