Facebook ha 10 anni, ma “sembra esserci da sempre”


“Da quando c’è internet, 10 anni sono un secolo”. Roberto Cotroneo commenta l’anniversario del social network e sottolinea: “Il mondo reale è un’altra cosa”


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Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook

Era il 4 febbraio 2004 quando nasceva, nel dormitorio del campus di Harvard, il social network Facebook. L’innovazione che ha cambiato il nostro modo di parlare, pensare e dirsi “mi piaci”  e che oggi compie dieci anni, non è stata creata dalla mente di uno scienziato, ma da quella di uno studente in felpa e jeans: Mark Zuckerberg.

Un giovane dalle grandi ambizioni: dopo aver convinto il finanziere Jim Breyer di Silicon Valley a investire 13 milioni di dollari nella sua startup, Mark è riuscito “a far connettere” in un anno 2 milioni e ottocento mila studenti, sparsi in in 800 campus americani, e a conquistarsi così un articolo sul New York Times.

Ad un passo dal record. Nel 2012 Facebook è stato quotato in borsa. Oggi, dopo solo un anno, vale 138 miliardi di dollari. Un quasi-record per il social network, che potrebbe togliere il primato a Google: il motore di ricerca ha raggiunto i 150 miliardi in tre anni.

Vecchi teenager e nuove tecnologie. Con una popolazione di 1 miliardo e 250 milioni di utenti, Facebook è più di una semplice “piazza virtuale”. Ma è ancora un Paese per giovani? Secondo gli ultimi dati, crescono gli iscritti che hanno più di 60 anni. Mentre i teenager preferiscono utilizzare Whatsapp, la chat gratuita disponibilie su cellulare.

Ma Facebook dà battaglia anche sui dispositivi mobili e festeggia con una nuova applicazione: Paper. Per ora disponibile solo negli Usa, l’ultima innovazione di Zuckerberg prende il nome da quella carta che non usiamo più e vuole conquistare il mondo dell’informazione. Come? Integrando la vecchia funzione di storytelling, fornita dal “diario”, con un nuovo aggregatore di Feed Rss per ricevere le News: accanto all’aggiornamento di status dei nostri “amici” virtuali, potremo leggere le notizie da tutto il mondo.

Social network e informazione. Condividere sistematicamente le notizie che “ci piacciono” cambierà il mondo dell’informazione?  Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore che di web si occupa tutte le settimane sulla rivista Sette del Corriere della Sera, nella rubrica “Blowin’ in the Web” , risponde: “Facebook si rende conto che il mondo dell’informazione è la scommessa dei prossimi anni dei social network ma rimane un social per scambi di foto e opinioni, di piccoli mondi.” Secondo il giornalista: “Non ha l’ambizione di Twitter di diventare un micro-blogging di informazione mondiale. Lo diventa suo malgrado”. Oggi gli utenti sono un miliardo e 250 milioni. Facebook è un’innovazione che nasce in rete, ma “che sembra esistere da sempre, non come una meteora che passa e va”, commenta Cotroneo. Eppure, proprio in quella rete, resta intrappolata: “Il web è un grandissimo gioco di società. Utile per certi versi. Ma è anche una chiacchiera continua, che non lascia niente, nel bene come nel male” prosegue. “È un mondo che inizia dentro la rete e finisce dentro la rete. Il mondo reale è un’altra cosa” conclude lo scrittore, sottolineando la distanza tra i due universi.

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