Cucchi, Coisp: “Querela a sorella non c’entra col processo”


Franco Maccari, segretario del sindacato di polizia, commenta a Reporter Nuovo le polemiche sulla denuncia a Ilaria Cucchi: “Noi vittima di disinformazione”


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Franco Maccari, segretario del Coisp

Il Coisp, il sindacato indipendente della polizia, è di nuovo al centro delle polemiche. Ci era finito circa un anno fa per una (presunta) manifestazione davanti agli uffici del Comune di Ferrara dove lavora Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi.

Adesso a far discutere è la querela per diffamazione nei confronti della sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. Ma Franco Maccari, segretario generale del coordinamento, non ci sta: “Siamo vittima di disinformazione e strumentalizzazioni”, afferma in un’intervista a Reporter Nuovo. “Anche noi meritiamo rispetto”.

Perché avete deciso di querelare Ilaria Cucchi?

La settimana scorsa tutti i giornali hanno titolato: “Il Coisp querela Ilaria Cucchi per il processo”. Non è vero. La querela non ha nulla a che vedere con la triste vicenda del fratello, ma con quello che la signora ha detto un anno fa a proposito del nostro sit-in a Ferrara.

Quello davanti al posto di lavoro della madre di Federico Aldrovandi?

Esatto, proprio quello. Peccato che anche lì il caso Aldrovandi non c’entrava nulla: stavamo manifestando per un’altra ragione, la mancata applicazione dello svuota-carceri. In quell’occasione tanta gente ha detto delle falsità. E sono fioccate le querele, ben 101. Fra queste c’è anche quella della signora Cucchi.

Nei confronti di Ilaria Cucchi, però, pende anche un esposto. E questo riguarda il processo…

Si tratta solo di una richiesta alla magistratura di verificare il contenuto di alcune dichiarazioni. La signora Cucchi è libera di ricercare la giustizia e di dire la sua. Ma quando c’è una sentenza bisogna rispettarla. E bisogna rispettare chi viene assolto da quella sentenza. Mentre c’è chi continua a parlare di “poliziotti assassini”. Tutto qui.

Vista la delicatezza e le polemiche della vicenda, forse non era meglio evitare?

Non è nostra intenzione gettare altra benzina sul fuoco di vicende su cui si è già pronunciata la giustizia. La madre di Aldrovandi, ad esempio, ce ne ha dette di tutti i colori, avremmo potuto procedere anche contro di lei e non lo abbiamo fatto. Ma c’è un limite a quello che si può dire. Quando viene superato bisogna pur fare qualcosa.

Le querele dopo il sit-in di Ferrara, l’esposto: Ilaria Cucchi ha parlato di “atti intimidatori”. Per altri si tratta solo di una maniera di far parlare di sé. Qual è l’obiettivo del Coisp?

Né l’uno, né l’altro. Noi svolgiamo solo il nostro lavoro di sindacato: il nostro compito è tutelare l’onore dei poliziotti. In Italia se una bugia viene ripetuta cento volte dai giornali diventa una verità: lo dimostra il caso del sit-in di Ferrara. Alcuni poliziotti sono stati ingiustamente calunniati e meritano di essere riabilitati davanti all’opinione pubblica. Questo è il nostro unico obiettivo.

Ma secondo lei queste iniziative vanno davvero nell’interesse dei poliziotti? Non rischiano piuttosto di compromettere l’immagine loro, e del vostro sindacato?

Su questo devo darle ragione: il risultato di quello che abbiamo fatto è negativo. Ma è colpa della disinformazione e delle strumentalizzazioni di cui siamo vittima. Ci accusano di voler occultare la verità, di accanirci sul dolore delle famiglie. Noi, in realtà, chiediamo solo rispetto. Ma che dovremmo fare, rinunciare a tutelarci? È una questione di giustizia. E noi nella giustizia crediamo, e la rispettiamo.