Troppo stress. 3 morti in pochi giorni nella City di Londra


Dopo lo stagista di 21 anni della Bank of America morto nell’agosto scorso, continuano i suicidi sospetti attribuiti allo stress nell’alta finanza


City_of_London_skyline_from_London_City_Hall_-_Oct_2008Lo stress uccide i banchieri di Londra. Il dito è puntato contro le grandi banche d’affari che impongono orari di lavoro massacranti, soprattutto ai più giovani.

Nel mondo della finanza londinese la competizione è altissima e il livello di tensione supera i guadagni che si prospettano per banchieri e broker di successo. Ma a che prezzo?

Martedì 28 gennaio un uomo si è buttato dal 50° piano di un grattacielo di Canary Wharf, il nuovo distretto finanziario, dove si sono trasferite molte banche e società di investimenti. Si chiamava Gabriel Magee, americano di 39 anni, che lavorava per la società finanziaria J. P. Morgan. Ricopriva l’incarico di vicepresidente del dipartimento di investimenti nelle tecnologie, uno dei settori più rischiosi ma anche remunerativi. Arrivato a Londra dieci anni fa, aveva fatto una rapida carriera e la sua vita sociale era molto varia, raccontano  gli amici. Inspiegabile quindi il motivo dietro il tragico gesto.

Sempre lo stesso giorno la polizia è arrivata a Chelsea, uno dei quartieri più ricchi di Londra, per l’apparente suicidio di William Broeksmit. L’uomo,  58 anni, anche lui americano, era un ex-dirigente della Deutsche Bank e aspettava una promozione come capo del dipartimento investimenti ad alto rischio. Un avanzamento che non è mai arrivato, perché come ha spiegato l’azienda, non aveva abbastanza esperienza.

La settimana scorsa è morto improvvisamente Tim Dickenson, direttore del settore comunicazioni alla banca Swiss Re, ma le cause e le circostanze della sua scomparsa rimangono sconosciute.

Lo stress ha toccato anche i piani alti delle prestigiose banche e società finanziarie. L’anno scorso uno dei senior manager della Barclays, Hector Sants, si è licenziato citando sovraffaticamento e tensione. In estate, Pierre Wauthier, capo finanziario del Zurich Insurance Group, si è tolto la vita dopo aver lasciato un biglietto in cui accusava l’amministratore delegato Joseph Ackermann di avere creato un clima di lavoro insopportabile. Ackermann si è dimesso pochi giorni dopo.

Ma in questa triste classifica gli stagisti sembrano le figure più sfruttate. Ad agosto un ragazzo tedesco di 21 anni stagista alla sede londinese della Bank of America morì per un attacco epilettico dopo aver lavorato per 16 ore di fila. Nell’ambiente è risaputo che le banche pretendono orari no-stop dagli stagisti e dai neoassunti, costretti a lavorare 7 giorni su 7 e con riposi inconsistenti.

Anche se varie banche della City hanno adottato nuove norme che vigilano sul troppo lavoro, il quotidiano inglese Financial Times illustra che gli stagisti continuano a gareggiare per chi lavora di più, consapevoli che solo uno su dieci sarà assunto.