Italicum, in Commissione all’esame 250 emendamenti


Saltato, per ora, l’accordo sull’innalzamento al 38% della soglia per ottenere il premio di maggioranza. Ma Renzi ci spera: “Intesa non impossibile”


Berluskoni-Renzi-1240x620Erano 318, ora sono 250. Gli emendamenti al testo di riforma elettorale che erano stati presentati ieri da Pd, FI, M5S, NCD e Sc, sono stati ridotti. La Commissione Affari Costituzionali oggi dunque dovrà passare al vaglio i 250 rimasti dopo che il Pd ha deciso di ritirare gran parte dei suoi emendamenti.

Renzi è riuscito ieri a convincere i cuperliani membri della Commissione ad un “ritiro tecnico” degli per rendere più facile la trattativa. Di emendamenti firmati PD ne sono sopravvissuti solo tre, quelli su cui Forza Italia, nonostante le resistenze, potrebbe accettare di discutere: l’innalzamento al 38% della soglia per accedere al premio di maggioranza, le primarie facoltative e infine la delega al governo per disegnare i collegi. 

35% o 38%? Preferenze si o preferenze no? E sulle primarie e i collegi? Tanti i nodi irrisolti – e intanto il tempo scorre – del testo di riforma elettorale che dovrebbe approdare a Montecitorio domani 29 gennaio nel pomeriggio. E Renzi dopo aver minacciato (senza riforme legislatura finita) oggi si dice fiducioso: “Accordo complicato ma non impossibile”.

Ieri l’accordo con Forza Italia sembrava vicinissimo, poi è arrivato l’alt di Silvio Berlusconi: non accettiamo l’innalzamento della soglia dal 35% al 38%  per accedere al premio di maggioranza direttamente al primo turno. Forza Italia rimane irremovibile anche sul decreto Salva-Lega secondo cui dovrebbero essere ripescati i partiti con forte radicamento sul territorio se in 7 circoscrizioni questi riescano ad ottenere più dell’8% dei voti. E sembra saltare anche incontro tra Renzi e Berlusconi inizialmente programmato per oggi. 

Ma se anche oggi in Commissione Affari Costituzionali si trovasse l’accordo sul testo da portare a Montecitorio cosa succederebbe al momento del voto? Riuscirebbe la proposta di riforma a ricevere il consenso dei gruppi parlamentari che contano solo una esigua parte di renziani? Fondamentale dunque per il segretario democratico presentarsi alla Camera con un fronte dei favorevoli largo e compatto, attingendo consensi tra le fila di Forza Italia e Nuovo Centrodestra. 

Intanto mentre in Commissione si discute e mentre in segreteria si rimane in attesa di sciogliere i nodi del testo, il Movimento 5 Stelle ha lanciato questa mattina il secondo test per far decidere agli elettori il tipo di collegio: collegio uninominale, unico nazionale o intermedio? Sarà possibile esprimersi dalle 10 alle 19 di oggi. La settimana scorsa i sostenitori dei pentastellati al quesito “proporzionale o maggioritario” avevano decretato la vittoria del sistema proporzionale.

Se salta l’Italicum si torna al voto, è il ritornello di Renzi di questi giorni. Se c’è accordo sull’Italicum il più felice sono io, ribatte – e come dargli torto – il Premier Letta.

http://www.youtube.com/watch?v=e9R4CXlW8H0]