Giovanni Toti, dopo la Spa una nuova linea anche per FI


Il partito ha bisogno di aria fresca, sì a un governo di scopo con Renzi ma la leadership di Berlusconi non è in discussione


Giovanni Toti al balcone dell'hotel dove ha trascorso il weekend con Berlusconi
Giovanni Toti al balcone dell’hotel dove ha trascorso il weekend con Berlusconi

Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, il Nuovo Centro Destra e il futuro del governo. In un’intervista al Corriere della sera, Giovanni Toti, nuovo uomo forte di Forza Italia, racconta la sua visione del partito e dice: “C’è bisogno di aria nuova”.

L’ex direttore di Tg4  e Studio Aperto, il 24 gennaio è sceso in politica ed è entrato nel coordinamento di Forza Italia prima e in un centro dimagrante poi. Per lui si era parlato nelle scorse settimana anche del ruolo di coordinatore unico, ma i falchi si sono opposti alla rapida scalata del 45enne di Viareggio.

Toti è stato nominato anche consigliere politico di FI, ed è in questa veste che si è ritirato per una settimana con il Cavaliere in una beauty farm sul Lago di Garda per pianificare una nuova strategia politica e smaltire qualche chilo di troppo.

Ora dopo aver perso 4 cm di girovita a colpi di pollo alla piastra e insalata e con addosso una tuta bianca che risalta i risultati ottenuti, Giovanni Toti scherza così:

“Vestito di bianco sarei pronto alle europee, vado molto fiero del mio dimagrimento”.

Ma ora il giornalista pensa a una nuova linea anche per Forza Italia:

“il partito ha bisogno di aria nuova per rispondere alla richiesta di rinnovamento che viene dal paese”

e a chi ha guardato con sospetto al suo ingresso nella cabina di regia del partito dice:

“Non bisogna aver paura della novità, si chiamino Toti, Cattaneo o Mario Rossi. Da temere c’è solo la chiusura mai l’apertura a spinte nuove”.

Giovanni Toti ha provocato un terremoto in Forza Italia, per lui si è parlato del ruolo di coordinatore unico di Fi e alcune voci lo davano come possibile candidato premier alle prossime elezioni ma lui rassicura la vecchia guardia e dichiara di non essere minimamente interessato al timo di incarico che ricoprirà. Nonostante questo ha già una chiara idea di quella che dovrebbe essere la nuova ossatura del partito: una gestione collegiale, magari un comitato ristretto con dentro capigruppo, responsabili delle principali aree organizzative e esponenti delle diverse sensibilità del partito. Toti si dimostra pronto al dialogo con tutti perché

“il centrodestra vince solo se è unito, bisogna ritrovare il dialogo con tutte le sue anime, Ncd ma anche Fratelli d’Italia e Lega”.

Tutti insieme sotto la leadership di Berlusconi, questo è l’unico punto che non deve essere messo in discussione: “se penso a Berlusconi, lo penso come il federatore dei moderati italiani, l’unificatore dell’unificabile, sempre. Perché l’obiettivo è vincere”. Nonostante questo non risparmia le critiche agli alfaniani che hanno sbagliato “umanamente”, rompendo con Berlusconi in un momento drammatico; “politicamente”, indebolendo la posizione dei moderati nel governo; “strategicamente”, visto che con l’accordo Renzi-Berlusconi si va “verso un inevitabile e forte bipolarismo”.

Matteo Renzi entra gioco-forza nella strategia del Coordinatore del Pdl:

“Per me la soluzione migliore sarebbe un governo di scopo per fare la legge elettorale: si vota e chi vince fa le riforme, compresa quella elettorale”.

Ma chi guiderà questo governo? Con Berlusconi almeno sulla carta fuori dai giochi,  non è escluso un governo di scopo con Renzi.