Più rapine, scippi e borseggi: in Italia allarme sicurezza


Crescono i piccoli furti e la paura in città. Scippi, borseggi, rapine in appartamento: quasi il 50% in più rispetto al 2010. “È la crisi”, dicono gli esperti


Sono 120 le rapine ogni giorno in Italia, quasi 45.000 totali nel 2013, contro le 35.000 del 2010. Aumentano i piccoli furti in appartamento, gli scippi, i borseggi. Diminuiscono, però, quelli in banca. Le pistole giocattolo diventano le nuove armi, i passamontagna sono artigianali, e le refurtive sempre meno redditizie. Cresce la paura per questi ladri quasi amatoriali, dunque, e c’è chi accusa proprio la crisi.

A rendere pubblici questi primi e preoccupanti dati è Marzio Barbagli, sociologo e professore emerito dell’università di Bologna. Dati che, spiega lo studioso, sono il frutto di una ricerca che sta curando da tempo.

Negli ultimi tre anni sono aumentati gli scippi, dai 14mila del 2010 ai 21mila del 2013, quasi il 50% in più. Stesse percentuali per le rapine, le piccole rapine precisa il professore, come quelle nella pubblica strada, in appartamento, e ancora i borseggi. Da 17.000 a 23.000mila nel primo caso, dai 2.000 ai più di 3500 nel secondo, da 113.000 a 165.000mila nel terzo. Più del 65%, quindi, “numeri che sono comunque contenuti – ribadisce Barbagli -, ma restano fonte di grande allarme sociale”.

Non si tratta di un allarme generalizzato “aumento della criminalità”, vuole sottolineare Barbagli, perché, ad esempio, il numero di omicidi all’anno continua a calare, in maniera costante, dal 1992. Anche banche e auto sembrano essere passate nel dimenticatoio, perché i sistemi di sicurezza aumentano e si fanno sempre più sofisticati, e con essi anche i rischi. Per questo, all’impennata soltanto dei piccoli furti, il sociologo non esita a puntare il dito contro la crisi:

Per chi è disponibile a commettere questi reati le opportunità restano minori rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Appropriarsi dei beni degli altri, con l’inganno o con la forza, resta più difficile e meno remunerativo. Ma va anche detto che i redditi di alcuni strati della popolazione sono diminuiti e i bisogni aumentati. Ed ecco la ripresa di borseggi, furti in appartamento, rapine nella pubblica via e in abitazioni. Ormai rubare è assai rischioso, ma chi ha davvero bisogno è disposto a provarci.

I dati, però, rivelano anche altro. Sembra che gli immigrati in Italia siano tra i più denunciati per questi crimini. Il 54% dei responsabili dei furti in abitazione sono extracomunitari, il 63% nel caso dei borseggi. “Per le rapine in pubblica via nel 2013 ha raggiunto il 50%: una quota mai toccata prima”, avvisa il professore.