Camorra, vanno ad arrestarlo e si lancia dalla finestra


Maxi operazione tra Campania, Lazio e Toscana. Arrestate 90 persone. Sigilli a 28 locali del centro storico di Roma


La pizzeria "Pizza Ciro", tra i locali sequestrati
La pizzeria “Pizza Ciro”, tra i locali sequestrati

Meglio morto che in galera. Deve aver pensato così, Giuseppe Cristarelli, 43 anni, imprenditore di origine campane, quando questa mattina gli agenti della Direzione nazionale antimafia si sono presentati a casa sua. L’imprenditore, dopo una discussione con gli agenti, si è lanciato dalla finestra del suo appartamento al quarto piano, zona Fleming, a Roma.

In seguito al suicidio, la Polizia ha annullato la conferenza stampa che avrebbe dovuto spiegare la maxi operazione contro il clan camorristico dei “Contini”, uno dei più importanti a Napoli. Novanta persone sono state arrestate (Cristarelli doveva essere uno di loro) tra Campania, Lazio e Toscana. Gli agenti hanno sequestrato beni per 250 milioni di euro e messo i sigilli a oltre 20 bar e ristoranti nel centro di Roma.

I Contini sono specializzati nel riciclaggio di denaro sporco. A partire dagli anni ’90 hanno “reinvestito” un fiume di soldi nei locali del centro della Capitale. Tra i nomi delle attività commerciali, contenuti nel decreto del gip Guglielmo Muntoni, spuntano “Zio Ciro Mangianapoli” in via della Pace, a piazza Navona, la gelateria “Ciuccula” in piazza della Rotonda, il ristorante “Pummarola e Drink” in via della Maddalena, e la catena “Pizza Ciro”. Un dedalo di attività tutte riconducibili alla famiglia Righi, prestanome dei Contini, i cui membri sono ora agli arresti per concorso esterno in associazione mafiosa.

Immagine anteprima YouTube