Legge elettorale, via libera del Pd. Ma la tensione è alta


Duro scontro tra Gianni Cuperlo e il segretario Renzi, che durante il suo intervento attacca: “Non accetto critiche da chi non ha fatto le primarie”.


15227715-kK9D--398x174@Corriere-Web-SezioniIl sì alla nuova legge elettorale “griffata” Renzi-Berlusconi arriva con 111 voti favorevoli, 34 astenuti e nessun contrario. Ma nel Pd, nonostante il via libera, la tensione resta alta. Al punto che il presidente Gianni Cuperlo potrebbe pensare addirittura alle dimissioni.

Durante la Direzione per il via libera alla proposta della nuove legge elettorale, già ribattezzata “Italicum”, Matteo Renzi e Gianni Cuperlo arrivano allo scontro diretto.

I due, che in seguito alle primarie sembravano aver seppellito l’ascia di guerra, non si mostrano d’accordo su alcuni punti del progetto di legge presentato dal segretario del Pd.

Il primo ad attaccare è Cuperlo che definisce l’”Italicum”:

“Una proposta non convincente, che non garantisce né agli elettori il diritto di scegliere i loro rappresentanti, né una sicura governabilità”

Quando arriva il momento di prendere parola, Renzi subito lo incalza:

“Chi parla di preferenze non avrebbe dovuto farsi candidare nel listino bloccato schivando le primarie. Non è accettabile che il tema delle preferenze venga posto in modo strumentale solo adesso”

Cuperlo coglie la provocazione e per protesta decide di abbandonare la sua postazione da presidente. Una volta lasciata l’aula, sfugge alle domande dei cronisti, facendo presagire un malumore crescente.

Polemiche a parte, la proposta di legge elettorale elaborata da Renzi viene votata a grande maggioranza: 111 favorevoli e solo 34 astenuti. Di questo può gioire anche Silvio Berlusconi che anche se ha ceduto sul doppio turno, ha strappato a Renzi due condizioni fondamentali: il no alle preferenze e il listino bloccato. La “profonda sintonia” di cui aveva parlato il segretario del Pd nei giorni scorsi è servita a siglare un accordo che al momento soddisfa entrambe le fazioni. Con un comunicato ufficiale Berlusconi ha espresso:

“sincero e pieno apprezzamento per l’intervento del segretario Pd, che ha rappresentato in modo chiaro il contenuto dell’intesa che abbiamo raggiunto nell’incontro di sabato”

Più incerta la posizione di Angelino Alfano, leader della neonata formazione Ncd, che si oppone al Parlamento dei nominati ma è d’accordo con uno sbarramento vero che “consenta di eliminare il ricatto dei partitini”.

Di tutt’altra opinione è Beppe Grillo, che dalle pagine del suo blog parla di “pregiudicatellum”, riferendosi all’accordo raggiunto tra Renzi e Berlusconi. Secondo il leader del M5S, la nuova proposta di legge elettorale “prevede che i partiti si scelgano i propri parlamentari”, mentre “i cittadini devono stare a guardare”.

Superati i primi scogli, l’”Italicum” è atteso al vaglio della Camera il 27 gennaio. Già nelle prossime ore sarà necessario delineare il testo definitivo, che diventerà poi lo schema della legge finale.