Renzi su Letta: “10 mesi di fallimenti”. Poi il chiarimento


Dopo la direzione nazionale, l’incontro in tarda serata tra i due. Il premier lo attacca: “Se tiri troppo la corda salta tutto”.


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Matteo Renzi attacca il governo e Enrico Letta: “10 mesi di falimenti”. Il presidente del Consiglio risponde risentito che “non è d’accordo” viste le difficoltà in cui il governo si è trovato ad agire.

La direzione del Pd riaccende lo scontro tra segretario e premier al punto che tra i due, subito dopo il botta è risposta è necessario un faccia a faccia notturno di chiarimento.

La giornata politica di Matteo Renzi era inizia con la prima direzione nazionale del 2014, dove il segretario ha lanciato un duro attacco al Governo Letta, parlando di “10 mesi di fallimenti”.

La paura maggiore del segretario è quella di non riuscire a portare a casa dei risultati concreti nei prossimi mesi, anche in vista delle elezioni europee previste per maggio.

Le riforme da cui partire sono senza dubbio la legge elettorale e il Jobs Act, fondamentali per invertire il trend negativo che ha investito il paese negli ultimi anni. Renzi è molto chiaro con i suoi: “Se nei prossimi quattro mesi non riusciremo a portare a casa dei risultati ci diranno che siamo noi i responsabili del fallimento”. Alla fine la sua relazione è stata approvata con nessun voto contrario e 35 astenuti, tra cui Gianni Cuperlo.

Tuttavia i suoi toni non sono piaciuti al Presidente del Consiglio Enrico Letta, che ha atteso la fine della direzione nazionale per telefonare a Renzi e chiedergli un colloquio chiarificatore. I due si sono incontrati in tarda serata a Palazzo Chigi e in seguito al faccia a faccia la situazione è sembrata più distesa. Il premier si è detto d’accordo con la necessità di dare una scossa all’azione di governo, ma ha difeso il suo operato: “Ovviamente ho un giudizio diverso sui nove mesi di lavoro in uno dei tempi più complessi e travagliati della nostra storia recente”.

Ma la sensazione è che si tratti di una tregua, destinata a durare poco. Non a caso già questa mattina Renzi ha ripreso il suo lavorio ai fianchi del governo. E ancora una volta il mezzo scelto è Twitter. Il segretario del Pd “cinguetta” e chiede

“una legge elettorale seria, via Senato e Province, cambiare le Regioni. Mi hanno votato per questo. Molti cercano di frenare, ma io non mollo.”

Intanto in casa Pd continua a tenere banco l’incontro previsto per sabato o domenica tra Renzi e Silvio Berlusconi, ma il segretario si difende: “La polemica su Berlusconi è surreale. Per la legge elettorale si parla con tutti e ovunque”. Una sola condizione, quella di non cedere alle pressioni del leader di Forza Italia: “Penso sia da respingere il ricatto di chi dice: legge elettorale sì, ma solo se si va a votare a maggio”.