Torino, arriva il via libera alle droghe leggere


Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio comunale con stretta maggioranza. Fassino astenuto, decisivi voti del M5S


images-1Torino è la prima tra le grandi città italiane ad aprire le porte alla produzione e al consumo di cannabis. Il Consiglio comunale si è spaccato ma alla fine ha approvato un documento per la liberalizzazione delle droghe leggere, con 15 voti favorevoli (Sel, Idv, M5S e parte del Pd), 13 contrari e 6 astenuti, tra cui il sindaco Piero Fassino.

Il provvedimento non ha alcuna conseguenza pratica immediata, ma è sicuramente un dato politico importante. Secondo quanto si legge nel documento ufficiale si tratta di un primo passo per affrontare il “passaggio da un impianto proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”. Le proposte all’ordine del giorno erano due: la prima sollecitava la liberalizzazione della cannabis a fini terapeutici, come già avviene in Toscana, Liguria e Veneto; la seconda chiedeva il via libera alla produzione e alla vendita di marijuana e l’abrogazione immediata della legge Fini-Giovanardi, per alcuni tra le cause principali del sovraffollamento delle carceri italiane.

A lanciare la proposta sono stati i consiglieri Marco Grimaldi (Sel) e Silvio Viale (Pd). Durante la votazione il Partito Democratico si è diviso tra proibizionisti e antiproibizionisti; da una parte l’ala moderata e cattolica, contraria all’approvazione del provvedimento, dall’altra quella progressista, interessata soprattutto agli effetti lenitivi che la cannabis ha sui malati terminali e affetti da dolori cronici. Il risultato finale ha dato ragione alla corrente riformatrice, dopo anni di lunghe battaglie. Una vittoria conquistata con fatica soprattutto da Viale, medico ed ex presidente dei Radicali italiani, che in passato ha più volte evidenziato i benefici che una terapia a basa di cannabinoidi può portare ad alcune categorie di malati.

Anche Grimaldi non nasconde la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto:

“Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini”

Opposta la reazione del centro-destra; Fabrizio Ricca, Lega Nord, ha espresso tutto il suo dissenso:

“La liberalizzazione delle droghe leggere non è sicuramente una priorità per la nostra città. Ma visto che la maggioranza in questo momento lo considera un problema di importanza fondamentale, dichiariamo la nostra contrarietà”

Opinioni a parte, la decisione presa dal Consiglio comunale di Torino sembra destinata a scuotere le coscienze su un tema delicato come quello della legalizzazione delle droghe leggere. Il dibattito inizia dunque a prendere piede anche in Italia, in netto ritardo rispetto al resto dell’Europa, dove l’utilizzo di droghe leggere è spesso consentito nella misura stabilita dalla legge.