Genova, caccia al serial killer: fugge dopo permesso premio


L’uomo, Bartolomeo Gagliano, è condannato per l’omicidio di tre persone. Doveva rientrare in carcere dopo un permesso ma ha fatto perdere le proprie tracce


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Bartolomeo Gagliano, il serial killer di San Valentino

È caccia all’uomo a Genova. Bartolomeo Gagliano, serial killer, 54 anni, condannato per tre omicidi tra il 1981 e il 1989, non è rientrato in carcere questa mattina dopo la fine di un permesso premio. Era andato in visita dalla madre a Savona. La Polizia ha istituito dei blocchi stradali a Genova e diramato una nota di ricerca a tutte le questure d’Italia. Questa sarebbe la sua quinta evasione.

Proprio nella sua cittadina, Savona, l’uomo ha fermato all’alba un panettiere e, minacciandolo con una pistola, si è fatto portare in auto a Genova, dove doveva rientrare al carcere di Marassi entro le nove. Il detenuto ha fatto invece perdere le proprie tracce. Il Commissariato di Cornigliano sta cercando di rintracciare l’uomo e la sua ricerca è estesa su tutto il territorio nazionale.

La fuga sarebbe stata improvvisa. Martedì Gagliano era tornato a Genova per una visita al Dipartimento di salute mentale programmata da tempo. L’uomo, infatti, era stato più volte riconosciuto seminfermo di mente. “Non ce lo aspettavamo, negli ultimi tempi il suo atteggiamento era molto migliorato. È una decisione che ci ha stupiti”. Così Salvatore Mazzeo, direttore del carcere genovese di Marassi, ha commentato la fuga del detenuto.

Questa mattina, verso le 6.00, ha fermato il commesso di un panificio di Savona mentre stava ultimando le consegne e lo ha minacciato con una pistola. L’uomo ha costretto il commesso a salire in auto per farsi accompagnare a Genova. Secondo la testimonianza del panettiere, prima di partire avrebbe caricato in auto tre borse. Una volta giunto nel capoluogo ligure, il detenuto ha fatto scendere il commesso e si è allontanato a bordo dell’auto, una Fiat Panda di colore chiaro.

Gagliano, condannato per tre omicidi e un tentato omicidio, non è alla sua prima evasione. Nel 1989, dopo la prima condanna per l’uccisione di una prostituta, era fuggito dall’ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino dove stava scontando la pena. Poco dopo l’evasione assassinò a colpi di pistola un transessuale uruguayano e un travestito, ferendo poi gravemente un’altra prostituta. Per gli omicidi commessi durante la prima latitanza fu soprannominato il “killer di San Valentino“. La sua “firma” hanno ricordato gli inquirenti, era un colpo di pistola alla bocca. Alcuni di questi delitti li commise insieme al genovese Francesco Sedda, conosciuto durante la sua prima detenzione. Nel suo curriculum da criminale vi sono anche rapine ed estorsioni ai danni di supermercati e uffici postali. Tra i tanti episodi vi è anche una rapina alle Poste del 2005 che gli costò una condanna a 3 anni e 6 mesi. Nel 2006 uscì dal carcere grazie all’indulto, per poi tornarci dopo appena una settimana con l’accusa di estorsione ai danni di un imprenditore. Fino all’evasione di questa mattina.

Sarebbe tornato libero ad aprile 2015. Ora è ricercato in tutta Italia. La Polizia ha istituito dei blocchi stradali a Genova e nelle principali arterie che conducono fuori dal capoluogo ligure. È considerato “molto pericoloso” per la sua instabilità mentale.