Pil giù da 2 anni, ma Saccomanni: “La recessione è finita”


Nonostante otto trimestri consecutivi con il segno meno il ministro dell’Economia vede negli indicatori economici l’arrivo della svolta


La recessione e’ finita: parola di Fabrizio Saccomanni che, dopo il dato sul Pil (-0,2% nel secondo trimestre, rispetto al -0,4% previsto dagli economisti), si mostra particolarmente ottimista. Durante un intervento a Sky spiega: ”Credo che l’economia entrerà in ripresa: siamo a un punto di svolta del ciclo”. E poi ci sono da tener presente gli effetti non ancora del tutto apprezzabili e apprezzati di provvedimenti come, ad esempio, il pagamento dei debiti della P.a. che Saccomanni stima in 30 miliardi nel 2013 e 20 all’inizio del prossimo anno (5 già pagati dice il Mef e 17 disponibili). Oppure la riforma della tassazione immobiliare che andra’ fatta entro il 31 agosto (ma non subito tutta, ad esempio per il catasto ci vorra’ piu’ tempo). Sullo sfondo sempre la ‘montagna’ del debito che pero’ potrebbe essere intaccata grazie anche alle dismissioni (ma non 15 miliardi nel 2013). E cedere quote di societa’ come come Eni, Enel, Finmeccanica? E’ una possibilita’ da valutare ”con molta attenzione, perchè danno dividendi”. Il tutto comunque senza aumentare ulteriormente il debito dello Stato e senza aumentare le tasse.

Il Pil intanto scende (-0,2% nel secondo trimestre) inanellando l’ottavo ribasso consecutivo fino al nuovo record della recessione. Ma il calo e’ meno pronunciato del previsto così da molti esponenti del Governo, oltre a Saccomanni che aveva gia’ anticipato alcuni dati positivi, arrivano commenti improntati all’ottimismo. Un ottimismo che dipende anche dal dato sulla produzione industriale che a giugno si riprende leggermente rispetto a maggio (+0,3%) e al dato sugli ammortizzatori: a luglio il numero di ore di cassa integrazione e’ in calo del 30,3%. Ma – dice il titolare di via XX Settembre – ”per gli effetti sull’occupazione dovremo ancora aspettare”. Nessuna sorpresa per Bruxelles da dove si spiega che i dati sul Pil ”non sono una sorpresa, sono in linea con le ultime previsioni di primavera”, e dove dicono che ”l’Italia ha ancora più bisogno di trovare la strada per la crescita, e per farlo deve mantenere il passo delle riforme economiche”. Una strada sicuramente difficile anche considerando che nei primi 6 mesi del 2013 il calo già acquisito dal Pil è dell’1,7% (-1,3% prevede il Governo a fine anno) rendendo più probabile un effetto trascinamento sull’anno prossimo. Inoltre rispetto al secondo trimestre 2012 il calo e’ molto pronunciato: -2%.

Ma Saccomanni e’ ottimista e sembra escludere la necessita’ di una manovra-bis (”Credo che se riusciamo ad avere un segno positivo nel quarto trimestre renderemo piu’ semplice la gestione dell’economia e della finanza pubblica”). Inoltre una previsione di un calo del 2% era troppo ”pessimistica” e comunque risentiva della ”stasi politica”. Insomma le tensioni politiche non aiutano tanto che il premier Enrico Letta avverte: ”i segnali ci sono tutti e indicano che siamo a un passo dal possibile. A un passo, cioè, dall’inversione di rotta e dall’uscita dalla crisi più drammatica e buia che le attuali generazioni abbiano mai vissuto”. Letta dice una cosa largamente condivisa e infatti secondo un sondaggio di Confesercenti 6 italiani su 10 sperano proprio in una fase di ripresa in autunno. Confcommercio parla di un possibile ‘risveglio’ ma occorre ridurre le tasse.

Mentre Nomisma spiega che gli indicatori parlano di ‘miglioramento’. ”Abbiamo dati interessanti di ripresa – dice il ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato – Insomma: i dati dicono anche che a giugno c’è stata una ”decelerazione della recessione”.

Piu’ ‘fredde’, nel commentare il dato macro di giornata, le parti sociali. ”La ripartenza sarà molto debole e dipenderà soprattutto dal miglioramento della situazione internazionale”, avverte il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi. ”Abbiamo bisogno di un intervento forte sulle riforme istituzionali – aggiunge – perché il paese con lo status quo non può agganciare la ripresa”. ”Credo che il governo debba cambiare passo”, dice la leader della Cgil, Susanna Camusso. Se non lo fa ”bisogna trarne le conseguenze”.

E il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni spiega: ”e’ ancora presto per parlare di ripresa economica nei prossimi mesi”. Ancora meno ottimisti i consumatori: il dato sul Pil è ”l’ennesimo dato negativo della nostra economia”, dicono Federconsumatori e Adusbef, osservando che ”è francamente incredibile ritenere che si stia uscendo dalla crisi”.(ANSA)