Bersani – M5S, incontro inutile
“Nessuna fiducia possibile al Pd”


L’appuntamento più atteso delle consultazioni si è svolto come un film già scritto


Si sono seduti di fronte, Pier Luigi Bersani e Enrico Letta da una parte, Vito Crimi e Roberta Lombardi dall’altra. Tra di loro un tavolo di legno. Ma la distanza tra le due delegazioni era assai più consistente di quanto non potesse sembrare. E poi tutto era già deciso: i parlamentari del M5S avevano discusso ieri, e votato per il no al sostegno a Bersani. A rendere più pleonastica l’anelata diretta streaming dell’incontro sono intervenute due semplici righe che sul blog di Beppe Grillo accompagnavano il video: “I capigruppo incontrano il leader del pd per ribadire il no alla fiducia”. Come assistere a un film con i titoli di coda montati in apertura.

Ma che si trattasse di un film surreale si è capito subito. Un incontro tra due universi paralleli, senza nessun esperanto possibile. Una stretta di mano, sorrisi imbarazzati, e Bersani inizia la sua perorazione. Parla per qualche minuto. Ripete i punti del suo programma. E poi due refrain: la gravità del momento, e l’assunzione di responsabilità. Ma l’impressione che offre il segretario è a metà tra l’imputato a un processo e un condannato che stia chiedendo una grazia. Sapendo di non poterla ottenere. Dice Bersani: “Secondo quanto ho letto, non mi darete la fiducia neanche se mi butto in ginocchio, ma vi assicuro che solo un pazzo in questo momento vorrebbe questo incarico”, e il film assume tinte ancor più surreali, quasi farsesche. Enrico Letta osserva, distante, dando l’impressione di volersi trovare ovunque ma non dov’è.

Dall’altro lato del tavolo, Crimi e Lombardi ascoltano. La seconda tamburella nervosamente le dita sul ripiano, il primo appare calmo, imperturbabile. Anche muove le mani, tormentando una bic. Non annuiscono mai, e quando tocca a loro, spiegano: “Non possiamo sostenere il governo di chi secondo noi è corresponsabile della crisi, degli ultimi vent’anni”. Ancora responsabilità, dunque, e così il film dell’incontro si trasforma in una partita di calcio, con le due squadre che si passano la palla senza superare la metà campo. Con ogni probabilità adesso toccherà ad altri attori risolvere il rebus. Il muro che attende Bersani al termine del suo sentiero è sempre più vicino.