Scola: “Grati al Pontefice per i suoi primi passi”
Papa Francesco invia gli auguri di Pasqua al Rabbino


“Vogliamo dire al Santo Padre che gli siamo grati già per questi primi passi”: sono queste le parole con il cardinale Angelo Scola ha commentato i primi giorni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Scola, arcivescovo di Milano, era stato


“Vogliamo dire al Santo Padre che gli siamo grati già per questi primi passi”: sono queste le parole con il cardinale Angelo Scola ha commentato i primi giorni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio.

Scola, arcivescovo di Milano, era stato indicato insieme al brasiliano Odilo Pedro Scherer come favorito per il Soglio di Pietro alla vigilia del Conclave. E dopo l’esito differente dalle previsioni, ha voluto sottolineare la propria volontà di sostenere Papa Francesco. “Siamo disponibili — ha detto ai microfoni di Telenova — e vorremmo essere capaci di fare eco a questa grande speranza che ha suscitato in tutto il mondo e che è sotto i nostri occhi da quando è apparso per la prima volta”.

Sul conclave, l’arcivescovo di Milano ha inoltre aggiunto: “È una prova spirituale straordinaria, che implica un grandissimo sacrificio interiore. Quello che viene avanti è il motivo per cui siamo lì, siamo lì perché nonostante tutti i nostri limiti, Gesù possa essere posto come il fondamento della speranza per la nostra umanità. Allora tutto il resto si fa da parte”.

Papa Francesco, nel frattempo, prosegue sulla via del dialogo ecumenico con una lettera al Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, per porgergli gli auguri in occasione della Pesach, la Pasqua ebraica.

“L’Onnipotente, che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto per guidarlo alla Terra Promessa — ha scritto il Pontefice  — continui a liberarvi da ogni male e ad accompagnarvi con la sua benedizione. Vi chiedo di pregare per me mentre io assicuro la mia preghiera per voi, confidando di poter approfondire i legami di stima e di amicizia reciproca”.

Bergoglio ha inoltre ringraziato il Rabbino per la sua presenza alla Messa di inizio del Pontificato. Di Segni, riferisce il sito della comunità ebraica di Roma, ha accolto con piacere gli auguri del Papa, e ricambierà nei prossimi giorni, in occasione della Pasqua cristiana.

Nel clima generale di apprezzamento e di attese positive, non mancano però alcune voci fuori dal coro. Alcuni giorni fa Zeng Jingmu, vescovo della Chiesa cinese clandestina, ha dichiarato che i rapporti tra Cina e Santa Sede difficilmente miglioreranno con l’arrivo di Francesco. In Cina, infatti, al Chiesa ufficiale riconosce Pechino e non il Papa come massima autorità. E Magdi Cristiano Allam, sulle pagine de Il Giornale, ha dichiarato conclusa la sua conversione al cattolicesimo: “È una scelta maturata anche di fronte alla realtà di due Papi — ha spiegato — ma ciò che più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa è la legittimazione dell’Islam come vera religione di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto. Sono invece convinto che l’Islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno”.