Governo, Bersani:
“Io precario?
Siamo in buona compagnia”


Nel primo giorno di consultazioni, il premier incaricato ha incontrato i rappresentanti di Comuni e “Forum III settore”


È cominciata la difficile partita di Pier Luigi Bersani per la formazione del nuovo Governo. Il segretario del Partito democratico ha incontrato, presso la Camera dei Deputati, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani e una delegazione del “Forum II settore”. Nei prossimi giorni il Presidente del Consiglio incaricato si confronterà, a Montecitorio, con la Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura, Confindustria e Alleanza cooperative italiane. Successivamente è previsto un faccia a faccia con i sindacati e la “Rete imprese Italia”. Solo a quel punto inizieranno le consultazioni con le forze politiche e le rappresentanze dei gruppi parlamentari.

“Devo sorridere di più? Son troppo serio? Io di mio son tranquillissimo, non si preoccupassero nella stampa della mia psicologia, ma della loro, sono solo un po’ preoccupato per il Paese”, ha detto Bersani al termine della prima giornata di consultazioni, smentendo la lettura di alcuni organi di stampa che ieri lo avevano descritto come molto preoccupato e cupo dopo aver ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Abbiamo cominciato dalla vita comune degli italiani – ha aggiunto il leader del Pd – dai soggetti che sono più sul fronte della vita comune. Se ci sarà un governo guidato da me si partirà da questa logica”. Riguardo a temi dell’incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità. Bersani ha precisato: “Nel programma che presenterò ci saranno norme stringenti su questi temi. Si riparte su pulito, basi nuove”. E a Berlusconi che, dalla manifestazione Pdl di Piazza del Popolo a Roma, lo ha definito “precario”, ha replicato: “Io precario? Siamo in buona compagnia. Dica Berlusconi se ci sono ipotesi meno precarie. Io non credo. Che ci siano delle difficoltà, una porta stretta, un passaggio difficile, io non lo nego. Lo vede chiunque. L’Italia chiede un cambiamento. Ognuno si prenda le sue responsabilità”.

Bersani si è inoltre soffermato sulle possibilità di accordo con le altre forze politiche: “Noi non rincorriamo il Movimento 5 Stelle. Io farò proposte di cambiamento sul piano programmatico. Il M5S si prenda le sue responsabilità, noi non ci impressioniamo: non è vero che in certi passaggi eravamo in coda, ma eravamo in testa a una esigenza di cambiamento”. In quanto al Popolo della libertà invece: “Ritengo che ci possa essere uno spazio di discussione sui grandi temi istituzionali del Paese, su quello si può trovare una corresponsabilità. Io mi muovo nel solco tracciato da Napolitano che ha fatto una distinzione tra due regimi, quello del governo e quello delle riforme. Li incontrerò, ma non mi parli di concordia chi a cinque mesi dalle elezioni ha lasciato il cerino in mano a chi deve rimediare ai loro danni”. La partita si presenta assai ostica e siamo appena al fischio d’inizio.