Il governo impegnerà i beni dello Stato
per chiedere un prestito e salvare le banche


Lunedì scade l’ultimatum della Bce. Intanto il Parlamento europeo chiede di salvagurdare i piccoli risparmiatori


Dopo la bocciatura del prelievo forzoso dai conti correnti, il parlamento di Cipro lavora a un “piano B” che permetta di trovare i 5,8 miliardi necessari per ottenere gli aiuti europei e ricapitalizzare le banche sull’orlo del fallimento. I leader di tutti i partiti dell’isola hanno deciso, all’unanimità, di creare un fondo di solidarietà ipotecando i beni dello Stato per ottenere un prestito d’emergenza.

Lunedì scadrà l’ultimatum della Banca Centrale Europea, che sta continuando a garantire liquidità al sistema creditizio cipriota. La Commissione, intanto, lancia l’allarme contagio: “Cipro pone un rischio sistemico per tutta la zona euro – ha affermato un portavoce – la situazione è molto seria ed è urgente che le autorità facciano chiarezza e presentino la loro proposta”.

Sullo sfondo rimane possibile un diretto intervento della Russia a sostegno delle banche di Nicosia. Mosca sarebbe pronta a concedere un prestito in cambio dello sfruttamento dei giacimenti di gas naturale recentemente scoperti a largo dell’isola. Un’opzione che non piace all’Ue, che continua a proporre l’opzione del prelievo forzoso. Il Parlamento Europeo però, in una nota dei capigruppo, chiede ufficialmente che i depositi sotto 100mila euro siano esclusi dalla misura. Ma per far tornare i conti si dovrebbero aumentare quelle sui grandi patrimoni, un’opzione che il governo non è disposta ad accettare, proprio per non peggiorare i rapporti con i partner russi.