Papa Francesco prepara la nuova Curia
Difficile una riconferma per Tarcisio Bertone


“Il vero potere è il servizio” aveva detto ieri Papa Francesco nell’omelia della messa di inzio del suo pontificato. Una frase che suona un po’ come un programma, una linea da seguire. Nel prossimo  futuro, tuttavia, Jorge Mario Bergoglio dovrà


“Il vero potere è il servizio” aveva detto ieri Papa Francesco nell’omelia della messa di inzio del suo pontificato. Una frase che suona un po’ come un programma, una linea da seguire. Nel prossimo  futuro, tuttavia, Jorge Mario Bergoglio dovrà misurarsi con una sfida che potrebbe rivelarsi spinosa: la scelta della squadra che dovrà accompagnarlo nel suo ministero, a cominciare dal nuovo segretario di Stato vaticano. I vertici dei dicasteri, per il momento, sono stati confermati in maniera provvisoria: “finché non si provvederà diversamente”, o come si dice oltre il portone di bronzo, “donec aliter provideatur”. È probabile che il Pontefice voglia prendersi un periodo di riflessione prima di effettuare conferme o sostituzioni all’interno della Curia romana. Non potrà però rimandare a lungo: in questo momento, infatti, Bergoglio è un uomo solo nelle stanze del Palazzo apostolico, e dovrà scegliersi il prima possibile i suoi uomini di fiducia. Anche perché dovrà cercare di evitare una situazione simile a quella del suo predecessore Benedetto XVI, in cui il rapporto con la Curia lo esponeva a polemiche di problematica gestione.

Probabilmente non hanno parlato di questo nella telefonata di ieri pomeriggio, quando Bergoglio ha chiamato Joseph Ratzinger per augurargli un buon onomastico. Forse ne discuteranno sabato, quando pranzeranno insieme a Castel Gandolfo incontrandosi per la prima volto dopo l’ascesa dell’arcivescovo argentino al Soglio di Pietro.
Certo è che un cambio della guardia in molti punti nevralgici della Curia romana appare quanto mai probabile. Le ricostruzioni del conclave, lo si sa, lasciano il tempo che trovano. Ma già nelle Congregazioni che lo avevano preceduto, l’operato dei curiali era stato oggetto di diverse critiche, a cominciare dalla volontà espressa da molti di un maggiore raccordo tra il Papa e i dicasteri. Odilo Pedro Scherer, dato tra i favoriti, potrebbe aver mancato il Soglio di Pietro per la poltrona scottante che occupava, facendo parte del gruppo di porporati che attraverso la commissione cardinalizia indirizzano lo IOR (Istituto per le Opere Religiose). E determinanti per l’elezione di Bergoglio potrebbero essere stati proprio gli extra-curiali, americani in primis.

Il primo atto cruciale da attendere nei prossimi giorni, quindi, sarà la nomina del Segretario di Stato, fulcro del potere vaticano. La decisione potrebbe arrivare già dopo Pasqua, ma è difficile che Tarcisio Bertone venga riconfermato: prima di tutto per limiti di età, visto che si appresta a compiere 79 anni il prossimo dicembre. Ma anche nelle Congregazioni generali Bertone, riferendo appunto sullo IOR in qualità di presidente della Commissione cardinalizia di Vigilanza, sembra sia stato oggetto di critiche. E non è un mistero che il suo carattere forte cozza da tempo con altre figure all’interno della Curia.

Si prepara forse un avvicendamento, e visto che la tradizione di norma vuole un italiano alla Segreteria di Stato, si fanno già i nomi di Giuseppe Bertello, già nunzio in Italia e presidente della Pontificia commissione per lo Stato della città del Vaticano, e di Fernando Filoni, attualmente prefetto di Propaganda Fide e ambasciatore a Bagdad durante la guerra. La cautela, però, è d’obbligo, perché come ha mostrato il Conclave, “chi entra Papa esce cardinale”.