Incarico a Bersani,
oppure resta
il governo Monti


Napolitano invita le forze politiche all’intesa. “La crisi non aspetta”


Non ci sono seconde chances, in vista della fine del suo mandato presidenziale Giorgio Napolitano non ha né il tempo né la possibilità di indugiare in troppi tentativi per assicurare un governo al paese.

La situazione è grave e il sentiero sul quale muoversi sembra farsi sempre più nebuloso e confuso, ma è assolutamente necessario prendere una decisione definitiva.

Il difficile responso delle urne, com’è noto, delinea tre blocchi partitici di minoranza, poco inclini a tessere alleanze e il segnale per il superamento dello stallo deve arrivare dal Colle. Il Presidente sembra intenzionato a conferire il mandato esplorativo per la costituzione del nuovo esecutivo a Pier Luigi Bersani, il leader che “è arrivato primo senza vincere”. In caso di insuccesso, però, sarebbero stati accantonati tutti i nomi che si mormoravano nei giorni scorsi: Fabrizio Barca, Anna Maria Cancellieri, Corrado Passera o Anna Finocchiaro. Se il segretario del Pd non dovesse ottenere la fiducia, il piano del Colle sarebbe quello di mantenere in carica l’esecutivo vigente guidato da Mario Monti. Non avrebbe senso, infatti, creare affannosamente un secondo governo tecnico ma si potrebbe scegliere di riconfermare quello attuale almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il prossimo Aprile.

Parlando al Quirinale in occasione della festa della donna, Napolitano ha esortato nuovamente le forze politiche a troare un’intesa: «La crisi non aspetta, l’Italia si dia un governo».

Il Capo dello Stato  ha poi augurato ai nuovi presidenti di Camera e Senato “di adempiere con passione e serieta” al proprio incarico”, e ha aggiunto: ”Sarebbe auspicabile e costituirebbe
un segnale positivo per chi guarda all’Italia che le scelte
relative, appunto, ai vertici delle istituzioni rappresentative,
avvenissero in un clima disteso e collaborativo”

Nel frattempo Pier Luigi Bersani continua a spingere per un governo di minoranza, aprendo ai grillini su 8 punti programmatici fondamentali e si dice fiducioso. “Se il governo riesce ad insediarsi può durare a lungo” – ha affermato – “perché c’è un’esigenza di governabilità e di cambiamento. Il problema è l’abbrivio”. Impresentabile resta l’ipotesi di un governissimo Pd-Pdl.

Il segretario ha anche incontrato il premier uscente, Mario Monti, per discutere del modo con cui l’Italia potrebbe orientare le politiche dell’Ue in vista del Consiglio europeo del 14 marzo.