A Roma il tavolo per risolvere la crisi
Usa, ai ribelli aiuti umanitari ma niente armi


Probabile svolta nella tragedia siriana: durante il vertice in corso nella Capitale, l’amministrazione Obama dichiara di voler rafforzare l’intervento per risolvere la guerra che insanguina Damasco da ormai due anni. È un cambio di passo che coinvolge tutta la comunità


Probabile svolta nella tragedia siriana: durante il vertice in corso nella Capitale, l’amministrazione Obama dichiara di voler rafforzare l’intervento per risolvere la guerra che insanguina Damasco da ormai due anni. È un cambio di passo che coinvolge tutta la comunità internazionale, che finora ha usato troppe cautele  nell’affrontare un conflitto civile che ha causato oltre 70.000 vittime.

Secondo quanto riporta il Washington Post, Obama sarebbe pronto a sostenere i ribelli attraverso viveri e medicine. Per ora niente armi quindi, ma giubbotti antiproiettile, veicoli blindati e mezzi di comunicazione: la Casa Bianca e il Pentagono temono infatti che le armi possano finire nelle mani sbagliate. Proprio come è accaduto con  quelle provenienti dalla Libia, ora in mano ai gruppi estremisti dell’Africa nord-occidentale.

 

E per procedere, il presidente Obama aspetta il ritorno del segretario di Stato Kerry a Washington, che ha appena concluso il suo colloquio in un hotel romano con Moaz Al-Khatib, capo della coalizione nazionale siriana. Non si conoscono ancora gli esiti dell’incontro. Poco prima del meeting romano, Riad Seif uno dei portavoce dell’opposizione, aveva detto che sarebbe stato chiesto un ”sostegno militare qualitativo” per arrivare a una ”soluzione politica da una posizione di forza. Piena sintonia a Roma, anche col segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.

Prima di tornare negli Stati Uniti, Kerry dovrà partecipare a vari meeting nelle capitali europee e nel mondo arabo. “Pensiamo che più aiuti arriveranno nelle zone liberate della Siria più la transizione si avvicinerà, – ha spiegato il capo della diplomazia americana che ieri a Parigi ha incontrato Laurent Fabius, ministro degli esteri francese- Sulla Siria la pensiamo nello stesso modo. Bashar Al Assad deve andare via”.

Nelle prossime ore, Kerry incontrerà a Berlino il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov con cui discuterà di un sostegno diretto ai ribelli siriani. ”Continueremo a offrire e aumentare l’assistenza al popolo siriano per promuovere la transizione verso un regime post-Assad”, si è limitato a commentare il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.

A Mosca è in agenda anche un incontro tra Vladimir Putin e Francois Hollande per discutere dela situazione in Siria e in Mali. I due Paesi firmeranno inoltre vari accordi sulla cooperazione regionale, energetica, nel settore dei trasporti, degli investimenti ed ell’innovazione.