PD E SEL VINCONO DI MISURA ALLA CAMERA
MA AL SENATO NON C’E’ MAGGIORANZA


Centrosinistra avanti dello 0,4% a Montecitorio. A Palazzo Madama 120 seggi contro i 115 del centrodestra. Per governare non basterebbe nemmeno un accordo con Monti. Boom del Movimento 5 stelle


Lo spettro di una vittoria mutilata per il centrosinistra di Pierluigi Bersani è diventato realtà, ma con un vantaggio molto più ristretto di quanto la maggior parte degli analisti e sondaggisti avevano previsto. Alla Camera dei Deputati la coalizione guidata dal segretario del Partito democratico conquista il premio di maggioranza, che assegna il 55% dei seggi, con un margine dello 0,4%: 29,5% contro il 29,1% del centrodestra. Al Senato, il centrosinistra prevale nel voto nazionale con il 31,6% dei consensi contro il 30,7% dell’alleanza guidata da Silvio Berlusconi ma, con il meccanismo di assegnazione dei seggi su base regionale, conquista solo la maggioranza relativa di 120 seggi contro i 115 di Pdl e Lega nord. Salvo accordi post elettorali, a Palazzo Madama non ci potrà essere una maggioranza assoluta.

Non sarebbe sufficiente neanche il tanto chiacchierato accordo fra centrosinistra e centro montiano: la lista “Con Monti per l’Italia” ha ottenuto solo il 9,1%, pari ad appena 16 seggi. La coalizione centrista fa leggermente meglio alla Camera dei Deputati dove ottiene il 10,5%, somma del 8,3% di “Scelta civica con Monti per l’Italia”, l’1,8% dell’Udc di Pierferdinando Casini e lo 0,5 di Futuro e libertà di Gianfranco Fini.

Sorprendente l’affermazione del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che alla Camera è il partito più votato (25,5% contro il 25,4% del Pd) e al Senato il secondo, con il 23,8% dei consensi e ben 58 seggi. Il Popolo della libertà è il terzo partito in entrambe le Camere: 21,6% a Montecitorio e 22,3% a Palazzo Madama. Sinistra ecologia e libertà di Nichi Vendola, alleata con il Pd ottiene il 3,2% alla Camera e il 3% al Senato. Va appena meglio la Lega nord: 4,1% a Montecitorio e 4,3% a Palazzo Madama. Non entra in Parlamento “Rivoluzione civile” di Antonio Ingroia che si ferma al 2,2% alla Camera e all’1,8% al Senato.

Per l’assegnazione regionale dei seggi di Palazzo Madama, il centrosinistra ha conquistato il seggio della Valle d’Aosta, 6 su 7 del Trentino-Alto Adige, e ha ottenuto il premio di maggioranza locale in Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, e Umbria. Il centrodestra ha prevalso invece in Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia e Veneto.

In entrambi i rami del Parlamento l’affluenza è calata di circa cinque punti percentuali rispetto alle elezioni politiche del 2008: alla Camera dei Deputati si è scesi dal 80,5% al 75,18%, mentre al Senato dal 80,46% al 75,21%.