Bersani e Moretti:
“Sarà festa
della Liberazione”


Il regista sale sul palco assieme al leader democratico per la chiusura della campagna elettorale


Era il febbraio 2002 quando Nanni Moretti salì sul palco di piazza Navona e lanciò un j’accuse che per anni ha pesato sulla sinistra: “Con questi dirigenti non vinceremo mai”. Da allora, Rutelli non è più nel centrosinistra, Massimo D’Alema non è più ricandidato e il regista sembra essersi riconciliato con il Pd. La sua presenza al fianco di Pier Luigi Bersani e Nicola Zingaretti all’Ambra Jovinelli è la sorpresa con cui il centrosinistra spera nella volata finale per vincere le elezioni, facendo appello ai delusi e agli indecisi e avvertendo che “con Grillo finiamo in Grecia”.

Pier Luigi Bersani ha rinunciato alla piazza finale, preferendo “l’Italia reale”, incontri con i lavoratori dell’Alenia e i costruttori dell’Ance, per poi unirsi al candidato alla Regione Lazio in un teatro poco distante da piazza S. Giovanni. Il Pd è ottimista ma sa che fino a lunedì serve il porta a porta, soprattutto nelle regioni in bilico, per convincere gli indecisi e cercare di drenare voti anche al Pdl. “In queste ore – dà la carica il leader democrat – c’é ancora incertezza, non sottovalutiamo il fatto che c’é una fascia significativa di popolazione che sta oscillando tra il non voto e su quale voto. E agli elettori in buona fede che ora hanno qualche problema con Berlusconi, diciamo: non vi snobbiamo”.

Per parlare soprattutto ai delusi del centrosinistra, prende la parola, all’Ambra Jovinelli, Nanni Moretti, da anni sparito dalle manifestazioni e da poco riappacificatosi grazie alle primarie. “Nonostante lo spot ‘smacchiamo il giaguaro’ sono qui perché voto Pd”, esordisce, pungente come sempre, il regista che ammette che “é da almeno 40 anni che nei film e nella vita reale” critica “gli amici” ma “c’é un tempo in cui bisogna criticare i propri avversari politici perché non è vero che destra e sinistra sono uguali”.

Un atto di fede nella speranza che “lunedì – aggiunge Moretti – potremo festeggiare la liberazione di 60 milioni di persone, ostaggio degli interessi di uno solo”. Ma per uno che chiese a Massimo D’Alema, nel film Aprile, di “dire qualcosa di sinistra”, l’intervento non si può chiudere senza una richiesta ‘di sinistra’: “se dovessimo vincere questa volta, fatela una legge sul conflitto di interessi”. La caccia all’ultimo voto nasce anche da una convinzione antica di Bersani. “Ho sempre pensato – sostiene il leader Pd al forum dell’ANSA – che è una colossale eresia che il centro possa intercettare l’elettorato di destra in fuga e che Monti avrebbe fatto faville”.

 

(ANSA.IT)