La7, Cairo assicura: “Niente tv berlusconiana”
Scontro tra il Cavaliere e Bersani


Il patron della Cairo Editore ha iniziato la sua carriera come assistente del leader del Pdl


“La linea editoriale non è in discussione”. Dopo aver ottenuto l’esclusiva della trattativa con Telecom, Urbano Cairo mette le cose in chiaro sul suo ruolo di futuro editore di La7: “L’avvicinamento a Silvio Berlusconi non è un rischio plausibile”. Il patron della Cairo Editore e presidente del Torino, infatti, ha iniziato la sua carriera professionale proprio come assistente del Cavaliere. “Io da Berlusconi – ricorda in un’intervista al quotidiano La Stampa – sono stato licenziato nel 1995. Da allora l’ho sempre avuto come avversario nella pubblicità e nell’editoria, sfilando quote di mercato a Publitalia e Mondadori, e nel calcio”.

Sulle pagine della Stampa, Cairo rassicura anche sulla squadra di giornalisti del canale: “Non do via i giocatori migliori. Di loro non si muoverà nessuno, anzi, dovremo fare il massimo per valorizzarli”. Non solo Mentana quindi, “ma anche Santoro, la Gruber, Formigli. Professionisti validissimi che non ho alcuna intenzione di cambiare. Non sono un editore televisivo, almeno non ancora. Ma certe cose mi sono già molto chiare”.

Lo scontro Berlusconi-Bersani – Intanto, da Piazza Affari alle tribune politiche, la trattativa sulla cessione di La7 fa discutere. Se da una parte la Borsa ha reagito con freddezza alla decisione del consiglio di amministrazione Telecom di concedere l’esclusiva a Urbano Cairo, dall’altra è iniziato un acceso botta e risposta tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi. La scelta del cda, infatti, arriva a meno di una settimana dalle elezioni, dopo otto mesi di contrattazioni. Interrogato sulla vicenda dal Corriere della Sera, Bersani ha detto: “Siamo in una settimana cruciale, devo preoccuparmi che le decisioni vengano prese senza conflitti di interesse”. Immediata la replica di Berlusconi: “Non ho nessun rapporto con Urbano Cairo. Bersani ha lanciato un messaggio, tra virgolette, mafioso”. Da Busto Arsizio per un incontro del partito, è subito arrivata un’altra stoccata dal leader del Pd: “Non si può dire niente che subito si offende. Le regole gli fanno venire l’orticaria”.