Arresti eccellenti e
mazzette, torna ombra
di Tangentopoli


Monti: “Situazione che ricorda Tangentopoli, ma la speranza è minore”


Forse la giornata di ieri verrà ricordata come il San Valentino delle manette. Nell’arco delle ultime ventiquattr’ore quattro arresti hanno scosso in maniera fortissima il mondo imprenditoriale e politico da Nord a Sud, passando per il Centro. Prima Massimo Cellino, presidente del Cagliari, fermato nelle prime ore del mattino con l’accusa di tentato peculato e falso ideologico. Il tempo di realizzare il fatto e subito esplode una nuova bomba sul Monte dei Paschi di Siena. L’ex capo dell’area di finanza dell’istituto di credito toscano Gian Luca Baldassarri  viene arrestato per associazione a delinquere. Seguito a ruota dall’imprenditore Angelo Rizzoli, accusato di bancarotta fraudolenta. Tutto finito? Assolutamente no, perché in serata finisce in manette anche il finanziere Alessandro Proto, che secondo gli inquirenti sarebbe colpevole di manipolazione del mercato e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza.

Il continuo tintinnio di manette ha ricordato a molti i tempi neri di Tangentopoli, tsunami politico-istituzionale che nel 92 scosse in maniera indelebile l’opinione pubblica italiana. Una sensazione confermata dalle parole del presidente del Consiglio Mario Monti, che ha commentato così le ultime vicende giudiziarie. “Purtroppo sì, siamo di fronte a qualcosa di molto simile a Tangentopoli, ma la speranza è minore”.  “Nel 1992 si pensava che il fenomeno delle tangenti fosse alla fine – ha detto ad Agorà il leader di Scelta Civica – invece siamo qui di nuovo”.

Il tema delle cosiddette mazzette era già rimbalzato ieri grazie a Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl, forse per cercare di rompere il silenziatore sulla campagna elettorale imposto dalle dimissioni del Papa, aveva provocato così: “Basta con questi moralismi su Finmeccanica, la tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile ignorare la realtà”. Parole forti che hanno innescato una immediata replica da parte di Pierluigi Bersani. Il segretario del Partito Democratico ha ribattuto: “Basta con le tangenti, basta con Berlusconi; non mi arrendo all’idea che si possa andare avanti solo oliando la ruota”. Frasi che cercano di allontanare lo spettro di Mani Pulite, in una giornata che di limpido ha avuto veramente poco. Proprio a ridosso delle elezioni, mai così incerte e condizionate da notizie preoccupanti come quelle di ieri.