Dilazioni per risanare i conti e elogi per Monti
Le nuove disposizioni nella lettera di Rehn


La comunicazione della nuova decisione arriva ai Paesi membri direttamente dai vertici. Una mano tesa che sembra arrivare in aiuto di un unico Paese: la Francia. Parigi ha già annunciato lo sforamento per il 2013


Rigidità e tolleranza zero perché il risanamento dei conti è l’obiettivo primario da raggiungere. Una politica inflessibile che, invece di aiutare, ha messo in ginocchio Paesi come la Grecia.

 

E ora da Bruxelles arriva un ammorbidimento. Dilazioni per mettere in sesto i bilanci. L’Unione europea diventa più clemente. Una mano tesa che sembra arrivare in aiuto di un unico Paese: la Francia. Da Parigi, infatti, erano giunte voci tra i vertici dell’Ue che  il governo francese non sarebbe stato in grado di portare il debito sotto il 3% entro il 2013, come richiesto a tutti i membri dell’Unione. Detto fatto. Ecco che la soluzione arriva presto. E il premier francese Jean-Marc Ayrault, rassicurato dalla nuova posizione di Bruxelles, ufficializza il rischio per il Paese di sforare sul risanamento.

Dopo mesi di austerità e difficoltà a far ripartire la crescita, ai vari ministri delle Finanze viene ricapitata una lettera. Una missiva direttamente dai vertici dell’Unione. A comunicare la decisione ai Paesi  membri è stato, infatti, il Commissario europeo per gli affari economici dell’Ue Olli Rehn: “Se la crescita si deteriora in maniera imprevista, un paese può beneficiare di rinvii per la correzione del deficit eccessivo, a patto che abbia effettuato gli sforzi di risanamento richiesti”. E’ questo il cuore delle nuove disposizioni. E potrebbe essere anche la chiave per far respirare un po’ quei Paesi in forte difficoltà.

Più morbidezza sui tempi. Una scelta legata al debito nell’eurozona lievitato fino al 90% del Pil. Un livello davvero eccessivo che ha effetti negativi sul dinamismo economico e che rischia di mettere in pericolo la crescita per lungo tempo.

 

La nuova posizione di Bruxelles non sembra comunque toccare l’Italia. Anzi. Dal commissario europeo Rehn solo elogi per il Paese “che ha applicato politiche credibili di consolidamento”, provvedimenti sui conti presi dal governo italiano che hanno convinto i mercati determinando un calo dei tassi dal 7,3% di novembre 2011 al 5% di marzo 2012. Un endorsement a favore di Mario Monti da parte dell’Europa che, volontario o no, giunge a pochi giorni dalle elezioni e che potrebbe avere, di conseguenza, qualche effetto sul voto.

 

L’Italia sembra dunque in una botte di ferro. Oltre il riconoscimento europeo per gli sforzi fatti, da Palazzo Chigi arrivano ulteriori rassicurazioni: l’obiettivo di bilancio previsto per quest’anno in termini strutturali dovrebbe essere rispettato e, ad aprile, il Paese uscirà dall’elenco degli Stati in “deficit eccessivo”. Ma, in un momento di recessione per tutta l’eurozona e una crescita economica che fatica a decollare, non si esclude anche per l’Italia la possibilità di sfruttare le disposizioni per un allungamento dei tempi sulla rimessa in sesto i suoi bilanci.