“Via la metà delle truppe dall’Afghanistan”
La strategia di Obama per il futuro


Un taglio che dimezzerà le forze americane attualmente sul campo e rappresenta una sorta di compromesso tra le esigenze politiche e quelle dei militari. Ma dopo il 2014 sarà comunque necessario mantenere un piccolo contingente


Il ritiro di 34mila soldati americani da Kabul entro il 2014. Questo il cuore del discorso sullo Stato dell’Unione del presidente Usa Barack Obama: “Entro il prossimo anno la nostra guerra in Afghanistan sarà finita”.

Si tratta di un taglio che dimezzerà le forze Usa attualmente sul campo e rappresenta una sorta di compromesso tra le esigenze politiche e quelle dei militari. Un piano che sembra concedere al Pentagono la flessibilità richiesta sui tempi del ritiro e che permetterà a molti soldati di tornare a casa in un arco di tempo limitato. I militari avvertono che dopo il 2014, quando le forze Usa e Nato avranno completato il ritiro, sarà comunque necessario mantenere un contingente sul campo per continuare ad assistere e addestrare le forze afgane. L’obiettivo è consentire ai militari locali di poter assumere, dalla prossima primavera, la piena responsabilità e il controllo della sicurezza. Diversamente,  il rischio è quello di compromettere i risultati ottenuti a costo della vita di molti uomini.

Per quanto riguarda gli altri temi del discorso, il presidente ha ribadito i punti centrali del suo programma per i prossimi 4 anni: dal lavoro alla scuola, dalla riduzioni degli armamenti all’energia verde, passando per la tutela dei diritti e la lotta contro le armi facili. Tre parole chiave: libertà, uguaglianza e pari opportunità. Politica interna ed estera, con un posto centrale riservato all’economia e al lavoro per il rilancio e il sostegno della middle class.

Infine ha accennato alla Corea del Nord promettendo “un’azione ferma in risposta alle provocazioni” e ha annunciato che avvierà dialoghi con la Russia per cercare un accordo sul taglio degli arsenali nucleari.