Arrestato presidente Finmeccanica
“Le tangenti filosofia aziendale”


Altre quattro persone sono finite in manette. Legale ad: “Atto devastante per uomo innocente”


Bufera su Finmeccanica. Il presidente Giuseppe Orsi è stato arrestato per ordine del Gip di Busto Arsizio. E’ accusato di corruzione internazionale per alcune tangenti accettate per la vendita di 12 elicotteri al governo indiano. Ai domiciliari l’amministratore delegato di Agusta Westland Bruno Spagnolini. Con Orsi in manette anche due cittadini svizzeri Guido Haschke e il socio Carlo Gerosa, che intermediarono nell’affare con Finmeccanica. Per questi ultimi sarà necessario avviare le pratiche di estradizione, vista la residenza in Svizzera. Secondo l’accusa, per la vendita dei 12 elicotteri fu pagata una tangente da 51 milioni di euro.

E mentre gli indagati venivano prelevati nelle loro abitazioni, sono scattate decine di perquisizioni nella sede di Agusta Westland, nella sede di Cascina Costa di Samarate (Varese) e in diverse altri filiali del colosso di difesa.

Secondo l’ordinanza d’arresto, le indagini su Finmeccanica avrebbero determinato “un palese imbarazzo da parte dei più importanti esponenti di governo per la condotta di Orsi”. Il presidente del Consiglio avrebbe detto in una telefonata intercettata a proposito dell’ex presidente: “Non gli stringo la mano, capirà che si deve dimettere”.

Per il Gip di Busto Arsizio Orsi avrebbe cercato di far nominare in tempi brevi il nuovo procuratore dell’indagine, che a sua volta avrebbe dovuto estromettere dall’indagine il procuratore applicato Eugenio Fusco, titolare del fascicolo su Orsi. L’uomo, intercettato più volte, “rivela il suo disincanto per la pratica tangentizia”, tanto che il giudice parla del pagamento di queste come “filosofia aziendale”. Il tutto condito da una “strategia volta a costruire una campagna di stampa a lui favorevole e capace di silenziare le voci dissonanti”.

L’inchiesta, avviata dai pubblici ministeri di Napoli Piscitelli e Woodcock, è stata trasferita a Busto Arsizio per volere della Corte di Cassazione. Tutto partì nel 2010 per la fornitura di 12 elicotteri da parte di Agusta, controllata da Finmeccanica, e di cui era allora  amministratore delegato Orsi. Dall’affare indiano da  quasi 500 milioni di euro, una cinquantina sarebbero serviti a pagare le presunte tangenti per assicurarsi la commessa.  Scorrendo le pagine dell’inchiesta si scopre che nella vendita degli elicotteri all’India “vi fu corruzione di pubblici ufficiali indiani posta in essere dagli intermediari italo svizzeri con assenso della dirigenza dell’Agusta Westland, in particolare di Orsi e Spagnolini”.

I due, secondo l’accusa, hanno prima corrisposto a Haschke e Gerosa “400mila euro attraverso una società di consulenza”. E successivamente hanno stipulato “contratti di ingegneria con varie aziende fittizie per fornire copertura al pagamento (tutt’ora in corso) di somme di denaro per remunerare i pubblici ufficiali indiani e gli interemediari, in’ operazione economica che vietava tali tipi di compensi”.

Il legale di Orsi, Ennio Amodio, ha definito invece “devastante” il provvedimento che ha portato in carcere il suo assistito. Dopo l’arresto il presidente di Finmeccanica avrebbe detto al suo avvocato “di aver fatto solo il bene dell’azienda e del Paese”.
In Borsa, però, la bomba dell’arresto di Orsi ha già dato i suoi effetti. Il titolo cede l’8,4%, attestandosi 4,36 euro malgrado lo stop della Consob alle vendite allo scoperto sulle azioni Finmeccanica.Un duro colpo insomma per Finmeccanica, ma soprattutto per Orsi. Erede di un discusso predecessore come Pier Francesco Guarguaglini, arriva alla guida del big della difesa per volontà politica. Un piede in Lega Nord, l’altro in Comunione e Liberazione, al cui Meeting annuale il manager non ha mai voluto mancare. Amico dell’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi,  è anche in ottimi rapporti con il cardinal Angelo Bagnasco. Forse le sue amicizie, però, ora non serviranno, visti anche gli ordini che rallentano mentre del miliardo che avrebbe dovuto arrivare dalla vendita degli asset del gruppo per ora non c’è nemmeno l’ombra.

La bufera di Finmeccanica ha già suscitato reazioni nel mondo politico. Il presidente del Consiglio Mario Monti, ai microfoni di Uno Mattina, ha ammesso “un problema di governance che affronteremo”. Per il leader del centrosinistra Pierluigi Bersani “forse il governo doveva fare qualche mossa prima, ora bisogna garantire continuità all’impresa”. Il suo alleato Nichi Vendola sottolinea le “responsabilità pesantissime del governo Monti”. Per Silvio Berlusconi, invece, gli interventi della magistratura sul caso Pollari, Finmeccanica e Mps dimostrano “un’azione suicida dei giudici per la nostra economia”.

Parole di preoccupazione anche per Susanna Camusso della Cgil, che ha sottolineato come “da tempo si sarebbero dovuti adottare rimedi efficaci azzerando i vertici per sottrarre Finmeccanica alle cronache”. Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Ladini della Fiom: “Mi auguro che Orsi rassegni subito le dimissioni e che il governo intervenga subitnominando un commissario”.