Voto in Lombardia
il centro si divide
e apre ad Ambrosoli


E il Professore intima l’alt ai “giochetti nelle urne”. Albertini si infuria


Le tentazioni di un voto disgiunto mettono alla prova Mario Monti in Lombardia, dove gli elettori non solo decideranno chi sarà il nuovo governatore ma probabilmente anche gli equilibri del prossimo Parlamento.

All’aumentare delle voci di alcuni dei suoi per un ‘voto utile’ a sinistra, che rischiano di dividere il fronte centrista, il premier ha dovuto intimare l’alt contro “le alchimie elettorali” e “i giochetti nell’urna”, perché il suo candidato è Gabriele Albertini e non Umberto Ambrosoli, che raggruppa invece le forze progressiste.

Oggi Monti farà chiarezza direttamente da Milano, ma ormai sul tema la campagna elettorale lombarda ha preso una svolta che non riguarda più il solo Ambrosoli: ieri è stato il leghista RobertoMaroni a dirsi sicuro che, nel segreto dell’urna, proprio il voto disgiunto lo farà diventare governatore.

E’ nell’area Monti, però, che qualche conto non torna già. Nei giorni scorsi era stata Ilaria Borletti Buitoni, capolista alla Camera in Lombardia 1 per Scelta Civica, a manifestare la volontà di votare Ambrosoli alle regionali. Oggi a Milano, a un incontro dei centristi non schierati con Albertini, hanno fatto lo stesso appello altri candidati montiani al Parlamento, come Lorenzo Dellai e Gregorio Gitti, che però smentisce in serata questa linea con un nota ufficiale.

E così è intervenuto il Professore, anche se attraverso Mario Sechi, suo spin doctor. “Le alchimie elettorali non sono il nostro mestiere, tantomeno i giochetti nell’urna”, dunque “nessun voto disgiunto in Lombardia”, ha detto Sechi, secondo il quale appunto “se c’é un voto utile è quello per Monti”.

Analisi che Albertini condivide in pieno. L’ex sindaco di Milano è diventato presidente del nuovo Partito Popolare lombardo per l’Europa e ha detto di non temere gli “pseudo-montiani” in quanto i suoi elettori “mai seguiranno questi soloni da salotto”.

Ambrosoli, che ha simbolicamente visitato la scuola di Adro che era stata ‘marchiata’ coi Soli delle Alpi dal sindaco leghista, continua a guardare con attenzione – chiedendo “il voto disgiunto da un passato durato troppo” più che fra gli schieramenti – ma non si è inserito nel dibattito dei centristi.

Maroni ha ribadito di volere una “Lombardia mafia free”, che investe “50 milioni di euro a fondo perduto nei giovani di talento”, ma non si è detto preoccupato dell’arrivo a giorni di Beppe Grillo nelle piazze lombarde. Porterà via voti? “No, sento tanta gente che dice che alle politiche voterà per Tizio-Caio-Sempronio e in Lombardia voterà invece per me. Penso sia giusto”. (ansa.it)