Un video hard nel passato della Ceccacci Rubino
Lei si difende: “Film d’autore, non sono una pornostar”


Dal film hard con Tinto Brass alle aule di Montecitorio. In realtà non c’è niente di nuovo: a ridosso delle elezioni parte la caccia ai segreti dei vari candidati, i cui armadi vengono rivoltati alla ricerca di qualche scheletro nascosto.


Dal film hard con Tinto Brass alle aule di Montecitorio. In realtà non c’è niente di nuovo: a ridosso delle elezioni parte la caccia ai segreti dei vari candidati, i cui armadi vengono rivoltati alla ricerca di qualche scheletro nascosto. E se gli scandali economici sono il modo migliore per distruggere l’immagine di un politico, per creare un po’ di imbarazzo non c’è niente di meglio di un bel video a luci rosse. Stavolta, però, non c’entra niente Cicciolina, al secolo Ilona Staller, di nuovo alla caccia di un posto in Parlamento dopo aver tentato, senza successo, di entrare in quello ungherese. Né tanto meno Nicole Minetti, tornata recentemente alla ribalta per una notte di fuoco con il calciatore Cristiano Ronaldo. Il nome nuovo è quello di Fiorella Ceccacci Rubino, inserito nelle liste del Pdl.

Il video incriminato, che risale al 1999, rientra nelle serie “Corti circuiti erotici” del maestro Tinto Brass. Diciotto minuti, dal titolo “S.C.T.M.V.”(Sono come tu mi vuoi) pressoché introvabili in Italia fino a pochi giorni fa. Ma in Spagna, dove il regista è molto conosciuto e apprezzato, sono facilmente rintracciabili. In sostanza, si tratta di una lunga sequenza girata in un bagno, in cui la Ceccacci Rubino recita da sola con lo sguardo fisso verso la telecamera, si dedica all’autoerotismo e parla in spagnolo rivolgendosi al pubblico.

L’onorevole, ex attrice di 48 anni, ha fatto parte nel 2006 della commissione parlamentare affari sociali. Due anni dopo è subentrata alla camera dei deputati nelle file del Popolo delle Libertà, sostituendo Antonio Martino. Si è battuta a più riprese per la salvaguardia degli animali, è diventata responsabile del gruppo parlamentare Pdl sui diritti degli animali, ha suscitato le gelosie di Michela Vittoria Brambilla, altra fervente animalista contro la quale si è lanciata in celebri sfuriate.

L’idea di vedere la propria ascesa politica frenata a causa di quel vecchio video, però, ha riacceso in lei il fuoco della lotta. Prima ha minacciato di querela i giornali che avevano dato la notizia. Poi ha concesso una lunga intervista a La Repubblica in cui ammette la propria partecipazione al film ma rifiuta l’etichetta di “pornostar”: “Non rinnego il video, era d’autore. È tutta una strumentalizzazione politica”. Le polemiche intorno alla Ceccacci Rubino, collocata all’ottavo posto nella lista Pdl della circoscrizione Lazio 1, non sembrano però placarsi. Feltri ha rincarato la dose, accusando il partito di Berlusconi di aver incluso almeno dieci “mignotte” tra le proprie candidate. Seguiranno giorni di forti polemiche, aspettiamoci altre lezioni di alta politica.