Bersani-Monti
naufraga il patto
Vendola: “Si perde”


Il leader di Sel ribadisce l’incompatibilità con il programma del Professore


“Questo matrimonio non s’ha da fare”. Una penna illustre avrebbe commentato così il naufragio dell’alleanza tra Pd e Monti. Solo pochi giorni fa da Berlino Pier luigi Bersani aveva aperto a Mario Monti e ai  centristi, scatenando la rabbia del leader di Sel Nichi Vendola, suo alleato.

LA REAZIONE DI VENDOLA – “Così ci fa perdere le elezioni. Se il giochino è quello di annacquarci glielo faremo saltare”, ha commentato Vendola, e il riferimento è sempre all’unione con il Professore. Due sarebbero le ragioni per le quali il leader di Sel non vuole che la sua coppia con Bersani si allarghi a un triangolo: da un lato, la motivazione ufficiale è l’incompatibilità con il programma di Monti, dall’altro sarebbe la paura di una perdita di credibilità del proprio partito.

“Sui diritti civili farfuglia mentre in altri Paesi, dalla Gran Bretagna alla Francia e agli Usa, aprono con coraggio al vento pulito dei diritti di libertà”, sottolinea il leader di Sel. Vendola accusa il Professore di appartenere a “un accrocco di liberisti e bigotti”. E ribadisce di essere pronto a compiere una battaglia su questo fronte per far uscire “l’Italia dal Medioevo”.

LE REPLICHE DI BERSANI E MONTI – E anche Bersani, dopo i reciproci avvicinamenti con il premier, pone un freno al Professore, che gli chiede di fare chiarezza all’interno della propria coalizione. “Il mio polo è il mio polo e che nessuno lo tocchi. A partire da lì sono pronto a discutere”. Ed esclude anche l’ipotesi di un Prof ministro: “Non esiste, chi vince dovrà governare”. Monti, però, non si sente certo un amante rifiutato, e dagli studi de Le invasioni barbariche su La7 replica: “Vendola non mi vuole? L’amore è una libera scelta”.

VENDOLA ATTACCA MONTI – Vendola non sembra proprio amare Monti, e con meno fairplay bolla il premier come il “Grillo in loden”, che cerca di diventare “la badante di Bersani”. Ingroia lo incalza, spingendolo a “convincere Bersani ad abbandonare il tecnocrate”. Ma il Presidente della Puglia rimane freddo e lancia messaggi di pace: “La sinistra ha la pessima abitudine di insultarsi quando si divide. Io invece faccio gli auguri a Ingroia e a tutti i suoi alleati”.

LA SMENTITA DEL CENTRO- Dal centro, intanto arrivano smentite sulla presunta liason. Lo precisa Casini: “L’accordo tra Pd e Monti non esiste. Piuttosto esiste l’intenzione di dialogare a 360 gradi sulle regole del gioco”. Anche Luca Cordero di Montezemolo lo conferma: “Questi discorsi sulle alleanze sono in funzione preeelettorale”.

Da Radio Anch’Io, alla domanda sul pensiero di Vendola su un confronto con i centristi dopo il voto, Bersani replica: “Basta leggere la carta d’intenti del centrosinistra, a contrasto di posizioni populiste abbiamo un’ apertura a forze europeiste e costituzionali. Poi certo la convergenza si fa alla prova dei programmi”. E ribadisce che il nemico numero uno rimane sempre e comunque “il berlusconismo e il leghismo”.

Insomma, il leader democratico conferma che il partner ufficiale, almeno durante la corsa elettorale rimarrebbe Vendola. Dopo il voto si vedrà. Ma forse ancora non è il momento del definitivo “Addio ai ‘Monti’”, come scriverebbe sempre la famosa penna.